Rinnoviamo l’invito alla pratica – 3

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, alla stessa ora (dalle 20 alle 21), idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto. Più avanti, per chi vuole, daremo indicazioni per il ritiro di fine marzo da svolgere ciascuno nella propria realtà, che naturalmente è l’Unica Realtà, la realtà di tutti.

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Da Sanboji:
“Inizio 07.00 zazen 15/20 minuti e i 2 sutra: il Sutra del Cuore e Gli Ammonimenti di Kozen Daito (qui sotto la traduzione) che potrete recitare assieme a noi a beneficio di tutti gli esseri”.

Monaci di questo monastero di montagna
[…] ricordate sempre, nelle dodici ore della giornata,
di dedicarvi allo studio dell’Impensabile.
Il tempo vola come una freccia
[e noi siamo sempre inclini a perdere le occasioni]
[…] sempre, sempre, state attenti.

Dopo la mia morte, alcuni di voi dirigeranno cinque templi in condizioni prosperose, con torri, sale, libri sacri decorati in oro e argento, in cui i devoti si affolleranno rumorosamente: alcuni passeranno le ore leggendo i sutra e recitando i dharani, e seduti a lungo in contemplazione non si faranno mai prendere dal sonno; mangiando una volta al giorno e osservando i giorni di digiuno, praticheranno tutte le azioni religiose nei sei periodi della giornata. Ma pur dedicandosi così all’ideale, se i loro pensieri non dimoreranno nella misteriosa e intrasmittibile via dei Buddha e dei Padri, ignoreranno la legge della causalità morale e finiranno nella completa rovina della religione. […]

Fate, però, che uno solo viva in solitudine,
in una capanna coperta da una fascina di paglia,
e passi i suoi giorni mangiando radici
di erbe selvagge
cucinate in una pentola con le gambe rotte:
se si applica con concentrazione
ai suoi affari spirituali,
sarà l’unico a parlare ogni giorno
con me
e a sapere come essere grato alla vita.
Chi potrebbe mai disprezzare
una persona simile?
Monaci,
siate diligenti, siate diligenti.

Invitiamo tutti

Invitiamo tutti, questa sera, in sostituzione della pratica di zazen al centro, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, alla stessa ora (dalle 20 alle 21), idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri.

Non c’era bisogno del virus per dimostrare l’interconnessione di tutti con tutto. Ogni cosa ci riguarda. Ogni punto dell’universo è l’intero universo che si esprime in quel punto. E se quel punto dell’universo si chiama essere umano ha la potenzialità di decidere e agire. Quando ci alziamo dalla pratica di meditazione, continuiamo la nostra pratica di consapevolezza e presenza mentale nei gesti e nel cuore emozionale della vita quotidiana, senza mai tirarci indietro ove serva il nostro contributo: personale e sociale, quindi anche politico.

Invece del panico e della faciloneria

 

Invece del panico e della faciloneria: qualche riflessione su di noi e sul virus

1 – Trattandosi di un virus a bassa mortalità percentuale, ma ad alto potenziale di diffusione, per tenere basso il numero complessivo dei morti è necessario tagliare le linee di contagio (nei modi indicati dalle autorità sanitarie). È quindi il numero dei contagi, in questa fase senza cure risolutive, la chiave di volta da tenere sotto controllo.

2 –  Proteggere e diminuire i contatti sociali allo stretto necessario fa parte delle misure essenziali.

3 – Rallentare la diffusione ed evitare l’intasamento dei centri medici serve anche a non aggravare le condizioni di cura delle altre patologie pregresse, così che per impedire la morte di 2,3 persone su cento per coronavirus (alle quali va comunque, una ad una, la nostra empatia), non ne debbano morire altre (che godono della nostra stessa considerazione), magari in numero percentuale o assoluto maggiore.

4 – Il panico, la faciloneria, o il protagonismo, che come al solito non servono a nulla e peggiorano solo le cose, non fanno parte delle misure essenziali.

5 – Molti altri virus sono più letali, tra i quali quelli che nel linguaggio figurato fanno capo all’ignoranza che produce comportamenti mortali, ma per quelli, volendole seguire, ci sono già cure adeguate.

6 – Ai soliti “saputi” che in caso di riuscito controllo della diffusione strilleranno: “Molto rumore per nulla”, risponderemo tranquillamente: “E meno male!”

7 – Informeremo per tempo, in questa pagina, sulla ripresa dello zazen al centro, il lunedì sera. Per ora rimane confermato il ritiro di pratica all’eremo della Lovera alla fine di marzo.

Per il resto, nella nostra corsa verso riva,
ogni attimo, in ogni respiro, nasciamo
e moriamo nella nostra forma
mutevole di onda

ma dentro lo splendore, che non
nasce e non muore
della vacuità ineffabile del Grande Oceano

 

 

 

È vero, il conseguimento passa

È vero, il conseguimento passa
dal non conseguimento, ovvero
dall’abbandono del pensiero
del conseguimento.

(Senza per questo cadere
nel pensiero del non conseguimento)

È vero, la realizzazione è
l’abbandono del pensiero
di una realizzazione.

(Senza per questo scivolare
nel pensiero di abbandonare
o aver abbandonato
ogni pensiero di realizzazione)

Certo ogni aspettativa
deve cadere, ivi compreso
lo sforzo di non avere aspettative

ma senza per questo
cadere nell’aspettativa
di riuscire a farlo.

O nel timore
di non riuscirci affatto.