Lunedì di pratica Zen – 13

Il gestore della sala A.RC.I. dove noi teniamo la pratica di zazen e kinhin del Lunedì sera ci comunica che allo stato attuale delle norme non è prevista la riapertura fino a metà marzo, salvo mutamento in positivo della situazione epidemiologica.


*

Rinnoviamo il nostro invito alla pratica di zazen-kinhin-zazen del lunedì sera, ore 20-21, ovunque siate, ovunque vi portino i vostri passi, da una stazione alla camera da letto. Prendere respiro, sedersi, rimanere semplicemente presenti in tutto ciò che sorge e tramonta nello specchio della mente, ivi compresa la percezione dei rumori ambientali, la percezione silenziosa e intermittente del respiro, le increspature del corpo e dell’animo. Rimanere coscienti e aperti, abbandonati e confidenti, semplicemente immersi nella Realtà che si esprime e ci esprime, nel “presente che avviene”.

Gassho a ogni essere e un caldo abbraccio ai più sofferenti.

1

Questa mattina fervono i lavori

da muratore nell’appartamento
adiacente alla sala di meditazione.

Se proprio non riuscite, buoni amici
e praticanti di questo zendo

a non desiderare che i rumori
non trapassino i muri

né potete fermare i muratori
né tantomeno andarvene

almeno guardate, osservate
e respirate il vostro desiderio
che tutto taccia.

Anch’esso è una forma della Realtà che avviene,

come i rumori, che non stanno
né dentro né fuori,

ma sono Uno
con la mente che li avverte
e la Realtà che li esprime.

Come pratichiamo alle quattro del mattino
nel silenzio assoluto del mondo

così pratichiamo nel lavoro
dei muratori

nell’eco di rimbombo
che sale dai rumori della strada.

Perché pratica, lavoro, rumori, desideri
e intervalli di silenzio, “ogni

cosa è la voce del Dharma”.

Lunedì di pratica Zen – 12

Questa sera ancora invitiamo alla libera pratica in libero corpo e liberamente:

“Come posso liberarmi, maestro?”
“E chi mai ti ha messo in catene?”

di zazen – kinhin – zazen: ore 20 – 21. Ognuno nella propria realtà che pure è la Realtà di tutti.

Gassho a tutti gli esseri e un partecipe abbraccio ai più sofferenti.

Ogni attimo è
sia inizio che fine
non porta a un altro attimo.

Ogni zazen è il primo e l’ultimo,
non porta a un altro zazen.

E per quanto possiamo sforzarci
non siamo noi a fare la pratica
ma la pratica a fare noi.

Lunedì di pratica Zen – 11

Rinnoviamo l’invito: Zazen – kinhin – zazen, ore 20-21. Ogni ora è un’ora buona per praticare presenza mentale in zazen, kinhin e azioni quotidiane. Sapere, però, che volti e cuori che già hanno praticato insieme – trovando tempo e spazio per farlo – ancora trovano tempo e spazio ideale per tornare a farlo nello stesso giorno, alla stessa ora, fisicamente distanti, ma fianco a fianco nella pratica comune, già costituisce un respiro di liberazione dalle costrizioni anticovid e da quelle dell’ego. Gassho a tutti gli esseri e un amorevole sostegno ai più sofferenti.

A Molly che è nata oggi
ma c’era già ventisette anni fa.

Il suo volto originario, invece
respira ineffabile da un tempo
senza inizio e senza fine.

Possa l’onda scoprire
d’essere oceano.

Uscendo dal ritiro di gennaio

L’avevamo scritto:

Sedersi in meditazione quando le luci delle città, laggiù nella pianura, ebbre vanno a dormire e rialzarsi nell’alba del mondo. Quale notte bianca dello spirito ha da essere in ogni convento, monastero e luogo di pratica disseminato sulla terra!

e l’abbiamo fatto.

Come tante volte prima. Stavolta all’inizio di un anno che – al solito – può promettere solo ciò che gli esseri umani daranno.

Passiamo ogni giorno per strade
tenute in ordine da altri

prima di arrivare al tratto di strada
tenuto in ordine da noi.

Le strade poderali richiedono da millenni
condivisione e sforzi comuni.

Tale è la civiltà dove basta muovere
un passo oltre il proprio recinto

per lavorare sulla strada di tutti.

Lunedì di pratica zen – 9

Anche stasera ci siamo raccolti in zazen. Tra le tante azioni che sviluppiamo nel corso della giornata, fermarsi ed entrare in intimità con noi stessi e la nostra natura – che poi è la stessa di ogni cosa – non è certo l’ultima in ordine di importanza. Poi ci si alza e la pratica continua con la vita quotidiana. Gassho a tutti gli esseri e un abbraccio ai più sofferenti.

Lunedì di pratica zen – 7

Mentre rinnoviamo l’invito a praticare zazen quando e ovunque vi sia possibile, e in particolare stasera, idealmente insieme, alla stessa ora in cui ci trovavamo, e ci troveremo ancora, al Centro di Via scuole a Brescia, ricordiamo che questo nostro lunedì di zazen si svolge in concomitanza con la pratica di molti centri Zen italiani e di tutti i continenti, che celebrano il risveglio, 2500 anni fa, di quell’uomo in terra d’India conosciuto da allora come il Buddha Sakyamuni. Non siamo soli nell’universo. Come siamo nello stesso momento bresciani, lombardi, italiani, europei, terrestri ed esseri senzienti dell’Universo, così siamo parte contemporaneamente della comunità di pratica Zen, della comunità più ampia di meditanti, del Sangha degli esseri umani sul nostro pianeta, praticanti o no, con il loro bagaglio di gioie e dolori, che sono anche nostri, e infine del Sangha Universale di tutti gli esseri senzienti in ogni angolo del cosmo. Possa la nostra pratica essere di beneficio a tutti, a cominciare dai sofferenti, per le tante cause e in tutti i luoghi.

*

La migliore meditazione

Tra sedersi in zazen
e rendere un servizio

prima si rende il servizio
e poi ci si siede.

Tra sedere in zazen
e fermarsi sulla via di Gerico

prima ci si ferma
e poi si fa zazen.

A beneficio di tutti gli esseri
ci si siede in zazen.

Rubando tempo al futile, e pure
al sonno se necessario, poi ci si siede
in zazen, ma ci si siede.

Ci si siede e si agisce
per l’attimo e la storia.

Se la miglior meditazione
è prima il cuore e il gesto,

poi il miglior gesto,
e il cuore, è la meditazione.


Lunedì di pratica Zen – 6

Eccoci all’appuntamento del lunedì. Un’altra settimana è passata con la sua gloria di gioie, il suo carico di sofferenze, le sue ore di fatica, d’amore e di riposo. Se la libertà – scriveva questa mattina il fondatore della comunità ecumenica di Bose – può essere usata per i propri profitti e prestarsi all’acuirsi delle più accese disuguaglianze, e se viceversa, nel preteso nome dell’uguaglianza, si può arrivare a soffocare le più elementari libertà, di certo la fraternità, il senso di appartenenza profonda ad una medesima natura, ad una stessa umanità, poco si presta ad uccidere libertà e negare uguaglianze. Se la saggezza è chiarezza e consapevolezza è poi l’amorevole aspetto dell’empatia, del senso di partecipazione alla vita, al cuore e alla mente degli esseri tutti che l’esprime compiutamente nel respiro e nei gesti quotidiani. Gassho


Lunedì di pratica zen – 5

Chiediamoci perché

Se il 25 febbraio abbiamo pubblicato il comunicato qui in calce riportato, vuol dire che con i normali mezzi d’informazione, e qualche semplice riflessione, molto era già chiaro a quella data in cui l’epidemia in Italia muoveva i primi passi.

E allora perché panico e facilonerie, terrorismo e incuria, protagonismi sfacciati e inutili, teorie d’accatto e comportamenti irresponsabili in un polverone infinito, di pensieri e parole, mediatico, social, personale e piazzaiolo, in cui ciascuno ha messo del suo?

Nel bailamme quotidiano, prestare la propria opera responsabile, riflettere, prendere una pausa di respiro, sedersi in meditazione, sono o no atti di una rivoluzione personale e collettiva, da troppo tempo rinviata?

Perdurando la chiusura del Centro, rinnoviamo l’invito a praticare zazen a casa e dovunque sia possibile. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto, che da tutta la terra e per ogni forma di dolore sono angoli dolenti della nostra mente e del nostro cuore.

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Invece del panico e della faciloneria

25 Febbraio

Invece del panico e della faciloneria: qualche riflessione su di noi e sul virus

1 – Trattandosi di un virus a bassa mortalità percentuale, ma ad alto potenziale di diffusione, per tenere basso il numero complessivo dei morti è necessario tagliare le linee di contagio (nei modi indicati dalle autorità sanitarie). È quindi il numero dei contagi, in questa fase senza cure risolutive, la chiave di volta da tenere sotto controllo.

2 –  Proteggere e diminuire i contatti sociali allo stretto necessario fa parte delle misure essenziali.

3 – Rallentare la diffusione ed evitare l’intasamento dei centri medici serve anche a non aggravare le condizioni di cura delle altre patologie pregresse, così che per impedire la morte di 2,3 persone su cento per coronavirus (alle quali va comunque, una ad una, la nostra empatia), non ne debbano morire altre (che godono della nostra stessa considerazione), magari in numero percentuale o assoluto maggiore.

4 – Il panico, la faciloneria, o il protagonismo, che come al solito non servono a nulla e peggiorano solo le cose, non fanno parte delle misure essenziali.

5 – Molti altri virus sono più letali, tra i quali quelli che nel linguaggio figurato fanno capo all’ignoranza che produce comportamenti mortali, ma per quelli, volendole seguire, ci sono già cure adeguate.

6 – Ai soliti “saputi” che in caso di riuscito controllo della diffusione strilleranno: “Molto rumore per nulla”, risponderemo tranquillamente: “E meno male!”

7 – Informeremo per tempo, in questa pagina, sulla ripresa dello zazen al centro, il lunedì sera. Per ora rimane confermato il ritiro di pratica all’eremo della Lovera alla fine di marzo.

Per il resto, nella nostra corsa verso riva,
ogni attimo, in ogni respiro, nasciamo
e moriamo nella nostra forma
mutevole di onda

ma dentro lo splendore, che non
nasce e non muore
della vacuità ineffabile del Grande Oceano

Terremoti e naufragi

23 Novembre 1980 – Terremoto in Irpinia

“Ragazzi da tutto il Nord corsero in aiuto, si chinarono su quella polvere, si strinsero alle comunità…”
(da Conchita Sannino, “I quarant’anni di solitudine dell’Irpinia ferita”, la Repubblica, 22 novembre 2020, pag. 25)

*

Fui tra quei ragazzi. E ancora ne porto testimonianza:

A trent’anni corsi
sul terremoto dell’Irpinia
e piantai tende, scaricai morti
dai camion a Lioni.

Ora canuto siedo in zazen
e carico i morti e i vivi
sulle mie spalle.

(da Claudio Bedussi, Eremo d’inverno, La Parola, Roma, 2016)

Lunedì di pratica Zen – 4

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a praticare a casa e dovunque sia possibile. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.

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Gli eventi

Nel regno della causalità una situazione
inizia prima di quando la si può vedere.

Lo stesso evento non inizia affatto
nel regno senza tempo e senza spazio.

Si svolge senza divenire
e cessa senza mai finire.