La scelta non è tra armi e resa

La difesa di un Paese, di una popolazione, di un territorio è necessaria, art.52 della nostra Costituzione, ma la scelta non è tra armi o resa. In mezzo c’è l’azione nonviolenta. Anzi, prima di tutto c’è l’azione nonviolenta. L’idea che solo le armi costituiscano la difesa è un errore tragico da correggere subito, perché esca dalla Storia. Non solo Gandhi libera l’India, cioè un territorio occupato dalla più grande potenza militare dell’epoca, con lo sciopero, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la non collaborazione, la resistenza passiva, il sabotaggio, l’organizzazione popolare, l’autogoverno, il controllo del territorio dal basso, l’uso mirato della trattativa, la promozione alternativa di una cultura, economia, centri decisionali popolari, ma queste forme di azione e di lotta si dimostrano valide ovunque vengano organizzate sapientemente, con maturità, preparazione, forza, adesione e partecipazione:

Iran

L’attivista Sepideh Qolian dopo 8 anni di carcere: “Il regime ha i proiettili, ma non può soffocare la nostra domanda di democrazia…Gli strumenti della popolazione non sono i carri armati: sono lo sciopero, la solidarietà ai prigionieri, la disobbedienza quotidiana. Il regime ha i proiettili e può tagliare internet. La società possiede il pane, la narrazione di ciò che accade e le reti umane.”

(da La Repubblica, 16/9/26)

Natale 2021: “Ode alla Pace”

A gentile richiesta postiamo l’ultima parte della poesia di Pablo Neruda: “Ode alla Pace”, la cui citazione è presente nel nostro post precedente, dedicato al Cile. Testo originale alternato, traduzione nostra.

Yo aquí me despido, vuelvo
Io a questo punto vi saluto, torno
a mi casa, en mis sueños,
alla mia casa, ai miei sogni
vuelvo a la Patagonia en donde
torno in Patagonia, là dove
el viento golpea los establos
il vento scuote le stalle
y salpica hielo el Océano.
e spruzza ghiaccio l’Oceano.
Soy nada más que un poeta: os amo a todos,
Sono solo un poeta e vi amo tutti,
ando errante por el mundo que amo:
vado errante per il mondo che amo,
en mi patria encarcelan mineros
nella mia patria incarcerano i minatori
y los soldados mandan a los jueces.
e i soldati comandano sui giudici.
Pero yo amo hasta las raíces
Però io amo perfino le radici
de mi pequeño país frío.
del mio piccolo Paese freddo.
Si tuviera que morir mil veces
Se dovessi morire mille volte
allí quiero morir:

qui voglio morire
si tuviera que nacer mil veces
se dovessi nascere mille volte
allí quiero nacer,
qui voglio nascere,
cerca de la araucaria salvaje,
accanto all’araucaria selvaggia
del vendaval del viento sur,
nella tempesta del vento del sud
de las campanas recién compradas.
presso le campane comprate di recente.
Que nadie piense en mí.
Nessuno pensi a me
Pensemos en toda la tierra,
Pensiamo insieme a tutta la Terra
golpeando con amor en la mesa.
battendo con amore sulla mensa.
No quiero que vuelva la sangre

Non voglio che il sangue torni
a empapar el pan, los frijoles,
a bagnare il pane, i fagioli,
la música: quiero que venga
la musica: voglio che venga
conmigo el minero, la niña,
con me il minatore, la ragazza,
el abogado, el marinero,
l’avvocato, il marinaio,
el fabricante de muñecas,
il fabbricante di bambole,
que entremos al cine y salgamos
che andiamo al cinema e usciamo
a beber el vino más rojo.
a bere il vino più rosso.

Yo no vengo a resolver nada.
Io non vengo a risolvere nulla.

Yo vine aquí para cantar
Io sono venuto qui per cantare
y para que cantes conmigo.
e perché tu canti con me.