Riceviamo e diffondiamo

Ti scriviamo per invitarti all’incontro nazionale di PeaceLink, che si terrà Sabato 9 e Domenica 10 Novembre alla Casa per la Pace di Tavarnuzze, vicino Firenze.

Si tratta di un’iniziativa importante per incontrarci ma soprattutto per condividere vari seminari formativi su pace, ecologia e solidarietà, con filo conduttore la cittadinanza attiva, e in particolare la cittadinanza digitale. Vi saranno numerose testimonianze, gruppi di lavoro e momenti di scambio e approfondimento sul futuro dell’attivismo pacifista e ambientalista in Italia.

Puoi trovare maggiori informazioni sul programma, i costi e le modalità di registrazione a questo indirizzo

https://www.peacelink.it/forfuture

Per qualsiasi domanda puoi contattarci via email volontari@peacelink.it oppure attraverso questi canali

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Qualora fossi interessato/a ma non in grado di partecipare, ti invitiamo a seguire il nostro canale YouTube dove verranno pubblicati alcuni estratti video dell’evento

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Ti aspettiamo, a presto!

Associazione PeaceLink

Riceviamo e diffondiamo

LETTERA APERTA A GRETA THUNBERG

Dear Greta,

come milioni di altri adulti, mi sento interpellato dalle tue parole.

La tua azione ha rimesso in moto un vasto movimento che attendeva l’occasione per mettere sotto i riflettori il tema dei cambiamenti climatici, decisivo per il futuro dell’umanità. Il tuo sciopero Fridays for Future è stato la scintilla che ha acceso il fuoco; la legna da ardere era già pronta.

Siamo in tantissimi a chiederci, e non da oggi, cosa possiamo fare. Ora sappiamo che non c’è più tempo e che forse finalmente ci sono le condizioni per cambiare.

Il lavoro per invertire direzione è enorme. Ma non ci sono alternative.

Per questo non serve dividerci in un noi (i presunti buoni) e un loro (i presunti cattivi), da una parte le vittime (innocenti?) dall’altra i carnefici (malvagi?). Siamo tutti coinvolti.

Le cose, purtroppo, sono molto più complesse.

Come quando c’è un incendio da spegnere: non serve cercare e incolpare il piromane, bisogna darsi da fare a buttare acqua e soffocare i nuovi focolai. Una volta messo in sicurezza il clima, potremo anche dedicarci ad individuare le cause profonde della malattia, che risalgono all’inizio dell’industrializzazione avvenuta nei secoli scorsi, ad un tipo di sviluppo energivero, basato su fonti energetiche fossili, che non era sostenibile. Molti l’avevano già capito e denunciato. Il Mahatma Gandhi, già nel 1909, più di un secolo fa, nel suo libro Hind Swaraj, vi spiegò i mali della civiltà moderna, condannava lo sviluppo lineare e metteva la globalizzazione sul banco degli imputati.

C’è quindi bisogno di una grande alleanza per affrontare l’emergenza, governi e cittadini insieme. I politici al potere, nelle democrazie, sono lo specchio di quel che esprime la società. Siamo tutti inquinatori e siamo tutti inquinati. Ognuno, dunque, deve fare la propria parte, e saranno poi le grandi scelte della politica (sul commercio mondiale, le fonti energetiche, i sistemi di trasporto, lo sviluppo delle città, le migrazioni, l’agricoltura, l’industria, ecc.) a determinare il prossimo futuro. C’è bisogno di un’alleanza tra scienziati, politici, industriali, agricoltori, cittadini, lavoratori, studenti, consumatori, tutti insieme, perchè tutti siamo partecipi al problema e quindi alla soluzione. Soprattutto noi, che viviamo nella parte ricca del globo, abbiamo una responsabilità in più rispetto alle masse dei poveri che faticano ad accedere ai servizi essenziali.

Non sarà facile accordarsi sulle soluzioni, perchè prevalgono gli egoismi di parte. Ognuno vorrebbe che a cambiare per primi fossero gli altri. Le calotte polari, che hanno iniziato a sciogliersi, non attenderanno però i nostri tempi politici. Dobbiamo trovare il modo, subito, per rendere possibile la necessaria conversione ecologica. Dobbiamo dimostrare con i fatti che consumando meno (meno Co2 in atmosfera) si vive meglio e si è più felici. Solo quando un comportamento virtuoso diventerà conveniente, allora potrà trasformarsi in scelta politica valida per tutti, su larga scala.

In questa battaglia planetaria non ci saranno vinti e vincitori. O tutti vinti, o tutti vincitori. Ci vuole per questo un patto intergenerazionale. Se coloro che nasceranno domani hanno diritto ad un ambiente sano e vivibile, chi oggi è già nato e consuma risorse non rinnovabili, deve potersi riscattare. La grande campagna necessaria, prioritaria su tutto, è quella per il disarmo climatico. Come umanità, con tutte le generazioni viventi, dobbiamo dichiarare pace con la natura e riporre le armi che hanno ferito il pianeta.

Il vasto movimento che si è messo in moto, di cui tu sei una delle espressioni, può fare molto: una campagna contro le spese militari globali, per dirottare gli investimenti dal settore militare e bellico verso quello della ricerca per le nuove fonti energetiche e per la pulizia degli oceani inquinati dalle plastiche. È l’unica guerra che vale la pena di combattere. Le altre vanno disertate.

L’opinione pubblica è una potenza che può spostare gli equilibri politici. La più grande forza che abbiamo è quella della nonviolenza. Siamo tutti sulla stessa barca che si chiama pianeta Terra. Grazie per quello che fai.

Mao Valpiana

presidente del Movimento Nonviolento Italy

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comunicato stampa del Movimento Nonviolento
con preghiera di diffusione

“LEGITTIMA DIFESA”
VITTORIA DELLA LOBBY DELLE ARMI

La lobby delle armi è passata all’incasso della cambiale elettorale.
Salvini e la Lega, con l’appoggio prostituito dei Cinque Stelle, hanno ripagato il sostanzioso aiuto ricevuto da chi le armi le produce e le vende, con enormi fatturati. Non è un segreto l’attivismo politico del Ministro tuttofare dimostrato ad Hit Show, la Fiera vicentina di armi e munizione. E non è un caso se nel cuore della produzione armiera italiana, tra Brescia e Bergamo, la Lega raccoglie una media del 35% dei voti, con punte del 40%.
L’intreccio armi-politica fa scuola in tutto il mondo. Salvini è uno scolaretto che si ispira in questo ai suoi maestri, da Trump a Putin, da Bolsonaro a Erdogan. Basta leggere un po’ di cifre di come la facile diffusione delle armi corrisponda ad un aumento della insicurezza. Stragi e morti per armi da fuoco sono in aumento vertiginoso negli Stati Uniti e in Brasile, in Russia e in Turchia gli affari sporchi della politica sono sempre più intrecciati al mercato armiero.
Il guaio è che a guadagnarci sono i fabbricanti d’armi, ma a rimetterci sono i cittadini, sempre meno liberi e più a rischio con leggi liberticide e autoritarie.
Drogare l’opinione pubblica con la paura percepita di furti e rapine, e garantire l’impunità a chi spara per difendersi, è la diabolica manovra che ha portato all’approvazione della Legge con il consenso di larga parte dell’opinione pubblica. Un boomerang che si ritorcerà sul cittadino due volte vittima: della propria arma e della politica senza scrupoli.
Oggi al Senato ha vinto l’industria delle armi; la prima vittima è stata la democrazia.

Mao Valpiana

presidente del
Movimento Nonviolento

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MERCOLEDÌ 14 NOVEMBRE  –  SALA DEI GIUDICI di PALAZZO LOGGIA – BRESCIA

ORE 20.30

mercoledì 14 novembre alle ore 20.30 nella Sala dei Giudici di Palazzo Loggia il movimento pacifista Ora World Mandala e il Centro per la Nonviolenza organizzano un convegno dal titolo “Ambiente, società, spiritualità: l’attualità di Gandhi di fronte alle sfide del nostro tempo”, al quale parteciperà Radha Bhatt, membro della Gandhi Peace Foundation e presidente del Sarva Seva Sangh.85 anni appena compiuti, la storica attivista nonviolenta lavora con la Gujarat Vidyapith, università fondata da Gandhi nel 1920, e dedica la sua vita alla diffusione dei valori propugnati dal maestro. Nata da una famiglia himalayana e fautrice sin da giovanissima del “Programma Costruttivo” elaborato dal Mahātmā, sfugge al matrimonio precoce che era la norma dalle sue parti. Lotta contro una società arretrata in cui dilaga l’analfabetismo, opera per lo sviluppo delle comunità rurali e promuove l’educazione e l’emancipazione femminile.

Dialogheranno con lei Roberto Cammarata (presidente del Consiglio Comunale di Brescia), Tommaso Bobbio (ricercatore dell’Università Statale di Torino), Sonia Deotto e Dario De Cesaris (rispettivamente presidente e vicepresidente di Ora World Mandala).

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Mercoledì sera in Loggia Radha Bhatt presenterà la traduzione italiana del saggio-manifesto “Programma Costruttivo. Suo contesto e significato”, appena pubblicata dalle edizioni Centro Gandhi di Pisa (144 pagine, 16 euro).

Decisivo per comprendere il Gandhi più propriamente politico, il testo risale al 1941 ma è un attualissimo compendio di propedeutica allo sviluppo di strategie nonviolente per il miglioramento sociale. L’autore vi spiega come attuare lo swadeshi, l’autosufficienza economica dei villaggi, attraverso precise linee guida per la strutturazione sociale dell’India: l’unità fra le diverse comunità etniche e religiose, la lotta contro la segregazione degli intoccabili, le campagne contro l’abuso di alcool e droghe anche attraverso iniziative di cura e reinserimento per chi ne è dipendente, la promozione della filatura e tessitura domestica per la produzione dell’abito tradizionale interamente fatto a mano (ancora oggi l’arcolaio campeggia al centro della bandiera indiana), lo sviluppo delle piccole imprese artigiane, la cura dell’igiene autogestita dai villaggi, l’educazione antiautoritaria, l’istruzione degli adulti come prerequisito per sfuggire alla miseria, la coscientizzazione delle donne, l’educazione alla salute di ciascuno, la valorizzazione delle lingue provinciali (soffocate dall’invasione inglese) abbinata all’insegnamento della lingua nazionale, la necessità dell’eguaglianza economica, lo sviluppo del mondo agricolo, la difesa della dignità e sicurezza del lavoro, il coinvolgimento degli aborigeni nella vita politica, la cura dei lebbrosi e il protagonismo studentesco nella creazione della nazione indiana.

Il volume è arricchito dai commenti di alcuni testimoni storici e di studiosi contemporanei, quali Narayan Desai, Rocco Altieri, Sonia Deotto, Tommaso Bobbio, Simona Bodo, Dario De Cesaris, Sudarshan Iyengar, Xicoténcatl Martinez Ruiz, Marco Restelli, Juan Carlos Ruiz Guadalajara e Gaetano Sabatini.