Ora pensa a quel che dici

“Io dico quello che penso”,
è tutto fiero l’odiatore del web.

Ora pensa a quel che dici.

Poi ci sono quelli che credono
che loro il Cristo non l’avrebbero mai ucciso

e intanto Cristo gli passa con la croce
ogni giorno sotto gli occhi
e nella mente

ma noi siamo troppo occupati
a guardarci le mani libere
dal male

per riconoscerlo.

*

Piena solidarietà a tutte le vittime dell’odio

Piena solidarietà a tutte le vittime dell’odio.

Non voglio che la mia terra di vita e di meditazione,
Rezzato in particolare,

che ha visto e vede tante iniziative democratiche
e culturali, marce della pace, la prima

obiezione di coscienza bresciana
all’uso delle armi e alla guerra

venga associata a questi
gesti d’intolleranza

e violenza.

Riceviamo e diffondiamo

Ti scriviamo per invitarti all’incontro nazionale di PeaceLink, che si terrà Sabato 9 e Domenica 10 Novembre alla Casa per la Pace di Tavarnuzze, vicino Firenze.

Si tratta di un’iniziativa importante per incontrarci ma soprattutto per condividere vari seminari formativi su pace, ecologia e solidarietà, con filo conduttore la cittadinanza attiva, e in particolare la cittadinanza digitale. Vi saranno numerose testimonianze, gruppi di lavoro e momenti di scambio e approfondimento sul futuro dell’attivismo pacifista e ambientalista in Italia.

Puoi trovare maggiori informazioni sul programma, i costi e le modalità di registrazione a questo indirizzo

https://www.peacelink.it/forfuture

Per qualsiasi domanda puoi contattarci via email volontari@peacelink.it oppure attraverso questi canali

– Canale pubblico Telegram https://www.peacelink.it/telegram

– Bot Telegram https://t.me/peacelinkbot

– Canale pubblico WhatsApp https://www.peacelink.it/whatsapp

– Facebook https://www.facebook.com/retepeacelink/

Qualora fossi interessato/a ma non in grado di partecipare, ti invitiamo a seguire il nostro canale YouTube dove verranno pubblicati alcuni estratti video dell’evento

https://www.youtube.com/channel/UC3WwkfbNXH-TxnVFpwSAtSQ

Ti aspettiamo, a presto!

Associazione PeaceLink

Riceviamo e diffondiamo

LETTERA APERTA A GRETA THUNBERG

Dear Greta,

come milioni di altri adulti, mi sento interpellato dalle tue parole.

La tua azione ha rimesso in moto un vasto movimento che attendeva l’occasione per mettere sotto i riflettori il tema dei cambiamenti climatici, decisivo per il futuro dell’umanità. Il tuo sciopero Fridays for Future è stato la scintilla che ha acceso il fuoco; la legna da ardere era già pronta.

Siamo in tantissimi a chiederci, e non da oggi, cosa possiamo fare. Ora sappiamo che non c’è più tempo e che forse finalmente ci sono le condizioni per cambiare.

Il lavoro per invertire direzione è enorme. Ma non ci sono alternative.

Per questo non serve dividerci in un noi (i presunti buoni) e un loro (i presunti cattivi), da una parte le vittime (innocenti?) dall’altra i carnefici (malvagi?). Siamo tutti coinvolti.

Le cose, purtroppo, sono molto più complesse.

Come quando c’è un incendio da spegnere: non serve cercare e incolpare il piromane, bisogna darsi da fare a buttare acqua e soffocare i nuovi focolai. Una volta messo in sicurezza il clima, potremo anche dedicarci ad individuare le cause profonde della malattia, che risalgono all’inizio dell’industrializzazione avvenuta nei secoli scorsi, ad un tipo di sviluppo energivero, basato su fonti energetiche fossili, che non era sostenibile. Molti l’avevano già capito e denunciato. Il Mahatma Gandhi, già nel 1909, più di un secolo fa, nel suo libro Hind Swaraj, vi spiegò i mali della civiltà moderna, condannava lo sviluppo lineare e metteva la globalizzazione sul banco degli imputati.

C’è quindi bisogno di una grande alleanza per affrontare l’emergenza, governi e cittadini insieme. I politici al potere, nelle democrazie, sono lo specchio di quel che esprime la società. Siamo tutti inquinatori e siamo tutti inquinati. Ognuno, dunque, deve fare la propria parte, e saranno poi le grandi scelte della politica (sul commercio mondiale, le fonti energetiche, i sistemi di trasporto, lo sviluppo delle città, le migrazioni, l’agricoltura, l’industria, ecc.) a determinare il prossimo futuro. C’è bisogno di un’alleanza tra scienziati, politici, industriali, agricoltori, cittadini, lavoratori, studenti, consumatori, tutti insieme, perchè tutti siamo partecipi al problema e quindi alla soluzione. Soprattutto noi, che viviamo nella parte ricca del globo, abbiamo una responsabilità in più rispetto alle masse dei poveri che faticano ad accedere ai servizi essenziali.

Non sarà facile accordarsi sulle soluzioni, perchè prevalgono gli egoismi di parte. Ognuno vorrebbe che a cambiare per primi fossero gli altri. Le calotte polari, che hanno iniziato a sciogliersi, non attenderanno però i nostri tempi politici. Dobbiamo trovare il modo, subito, per rendere possibile la necessaria conversione ecologica. Dobbiamo dimostrare con i fatti che consumando meno (meno Co2 in atmosfera) si vive meglio e si è più felici. Solo quando un comportamento virtuoso diventerà conveniente, allora potrà trasformarsi in scelta politica valida per tutti, su larga scala.

In questa battaglia planetaria non ci saranno vinti e vincitori. O tutti vinti, o tutti vincitori. Ci vuole per questo un patto intergenerazionale. Se coloro che nasceranno domani hanno diritto ad un ambiente sano e vivibile, chi oggi è già nato e consuma risorse non rinnovabili, deve potersi riscattare. La grande campagna necessaria, prioritaria su tutto, è quella per il disarmo climatico. Come umanità, con tutte le generazioni viventi, dobbiamo dichiarare pace con la natura e riporre le armi che hanno ferito il pianeta.

Il vasto movimento che si è messo in moto, di cui tu sei una delle espressioni, può fare molto: una campagna contro le spese militari globali, per dirottare gli investimenti dal settore militare e bellico verso quello della ricerca per le nuove fonti energetiche e per la pulizia degli oceani inquinati dalle plastiche. È l’unica guerra che vale la pena di combattere. Le altre vanno disertate.

L’opinione pubblica è una potenza che può spostare gli equilibri politici. La più grande forza che abbiamo è quella della nonviolenza. Siamo tutti sulla stessa barca che si chiama pianeta Terra. Grazie per quello che fai.

Mao Valpiana

presidente del Movimento Nonviolento Italy