Riceviamo e informiamo

Caro/a

ritenendo di fare cosa gradita, ti inviamo in allegato1 una sintesi delle iniziative promosse dal Movimento Nonviolento bresciano, nell’anno appena concluso.

La nostra sede di via Milano, presenza ormai storica in città, è aperta a tutti/e: singoli, Associazioni e Movimenti che ne condividano i presupposti e, nei più svariati ambiti, lavorino per la costruzione di una società più giusta e democratica, aperta, accogliente, disarmata e operante nella risoluzione nonviolenta dei conflitti. 

Ci sembra importante sottolineare che la continuità della presenza nonviolenta a Brescia, più di 40 anni ormai, si è resa possibile anche grazie a questo luogo, diventato punto di riferimento per molti/e. di noi.

Ma questa struttura ha, come puoi immaginare, notevoli costi di gestione che, da sempre e tutt’ora, sono sostenuti esclusivamente con le donazioni di singole persone, non avendo accesso a nessun contributo istituzionale.

Siamo perciò a chiederti, se condividi le nostre proposte, di collaborare al mantenimento di questo luogo, versando un libero contributo.

Sappiamo che molti di noi sono già impegnati a sostenere altre importanti campagne e Associazioni, ma ti chiediamo ugualmente uno sforzo, secondo le tue possibilità.
Anche un piccolo contributo può essere di grande aiuto.

Sperando di averti con noi nelle prossime iniziative, confidiamo in un positivo riscontro al nostro appello.

Grazie per l’attenzione

Movimento Nonviolento Bs

▷  E’ POSSIBILE EFFETTUARE IL VERSAMENTO CON UN BONIFICO 

presso la Banca Etica con queste coordinate 

MOVIMENTO NONVIOLENTO BRESCIA –

CODICE IBAN IT81T0501811200000011381928

Per usufruire delle detrazioni fiscali è necessario fare il versamento alla sede nazionale del MN

specificando nella causale “PER LA SEDE DI BRESCIA” con queste coordinate bancarie: 

MOVIMENTO NONVIOLENTO 

CODICE IBAN IT35U0760111700000018745455  

▷  Oppure direttamente in sede il lunedì e mercoledì dalle 15 alle 18.

Movimento Nonviolento Brescia – Via Milano, n° 65

Tel. 030 3229343 mail: movimentononviolento.bs@alice.it

1Invieremo il documento allegato a tutti coloro che ne faranno richiesta [nota del blogger]

Lunedì di pratica Zen – 13

Il gestore della sala A.RC.I. dove noi teniamo la pratica di zazen e kinhin del Lunedì sera ci comunica che allo stato attuale delle norme non è prevista la riapertura fino a metà marzo, salvo mutamento in positivo della situazione epidemiologica.


*

Rinnoviamo il nostro invito alla pratica di zazen-kinhin-zazen del lunedì sera, ore 20-21, ovunque siate, ovunque vi portino i vostri passi, da una stazione alla camera da letto. Prendere respiro, sedersi, rimanere semplicemente presenti in tutto ciò che sorge e tramonta nello specchio della mente, ivi compresa la percezione dei rumori ambientali, la percezione silenziosa e intermittente del respiro, le increspature del corpo e dell’animo. Rimanere coscienti e aperti, abbandonati e confidenti, semplicemente immersi nella Realtà che si esprime e ci esprime, nel “presente che avviene”.

Gassho a ogni essere e un caldo abbraccio ai più sofferenti.

1

Questa mattina fervono i lavori

da muratore nell’appartamento
adiacente alla sala di meditazione.

Se proprio non riuscite, buoni amici
e praticanti di questo zendo

a non desiderare che i rumori
non trapassino i muri

né potete fermare i muratori
né tantomeno andarvene

almeno guardate, osservate
e respirate il vostro desiderio
che tutto taccia.

Anch’esso è una forma della Realtà che avviene,

come i rumori, che non stanno
né dentro né fuori,

ma sono Uno
con la mente che li avverte
e la Realtà che li esprime.

Come pratichiamo alle quattro del mattino
nel silenzio assoluto del mondo

così pratichiamo nel lavoro
dei muratori

nell’eco di rimbombo
che sale dai rumori della strada.

Perché pratica, lavoro, rumori, desideri
e intervalli di silenzio, “ogni

cosa è la voce del Dharma”.

Lunedì di pratica Zen – 12

Questa sera ancora invitiamo alla libera pratica in libero corpo e liberamente:

“Come posso liberarmi, maestro?”
“E chi mai ti ha messo in catene?”

di zazen – kinhin – zazen: ore 20 – 21. Ognuno nella propria realtà che pure è la Realtà di tutti.

Gassho a tutti gli esseri e un partecipe abbraccio ai più sofferenti.

Ogni attimo è
sia inizio che fine
non porta a un altro attimo.

Ogni zazen è il primo e l’ultimo,
non porta a un altro zazen.

E per quanto possiamo sforzarci
non siamo noi a fare la pratica
ma la pratica a fare noi.

La Storia è un’ottima maestra

“La Storia è un’ottima maestra,
ma l’essere umano è un pessimo studente.”

(Antonio Gramsci)

E perché è un pessimo studente?

Cosa condanna l’essere umano
a ripetere gli stessi comportamenti,
gli stessi errori?

Senz’altro l’ignoranza della Storia
o la presunzione ogni volta

di essere diversi,
di aver capito la lezione:

noi no, noi sappiamo, noi
non siamo così…”

Ed ecco il pianto e lo stridore
di denti che sale dalla Terra

ancora, dopo cinquemila
anni di storia.

Le rivoluzioni falliscono quando
i rivoluzionari, sotto lo scudo
della buona o presunta causa,

hanno gli stessi processi
mentali degli “odiati nemici”:

Primo: noi siamo i depositari del sacrosanto
e il male sta fuori di noi.

Secondo: chi non ci segue è un nemico
da abbattere o un traditore da additare,

in subordine un sospetto da sorvegliare,
un estraneo da convincere, ignorare
o sbeffeggiare.

Terzo: il fine giustifica i mezzi.

I processi riformatori s’infrangono
sui meccanismi mentali utilitaristici,

di calcolo, interesse e tornaconto
che li sovrasta.

Ai grandi rifondatori di liberazione
che riprendono il filo del vero

e della storia segue
il decadimento di piccole menti,
piccoli cuori

limitati nell’area di coscienza
e consapevolezza.

L’essere umano ripete gli stessi
errori, perché lo stesso rimane

il meccanismo mentale
che lo domina.

Qualcuno, di grande, l’ha
vissuto e l’ha detto:

Non si mette vino nuovo
in otri vecchi”.

Qualcuno, non meno grande,
l’ha fatto:

Ti ho visto, costruttore
di prigioni, e ora spezzata
è la tua trave di colmo”.

E cos’è l’otre vecchio, questo meccanismo mentale,
chi è questo costruttore di prigioni?

È la frattura percettiva che divide
illusoriamente la realtà in due:

una parte che si autodefinisce “io”
e definisce l’altra come “non-io”
quindi esterna a sé.

Con tutto il carico di solitudine, estraneità, conflitti
senso di minaccia, predazione, subordinazione
confini, bisogno di sicurezza, alleanze
di rinforzo, ansia, angoscia

nei confronti del presunto altro da sé
che questo comporta.

Appena mediato da quei ponti
che sentono e intuiscono l’originaria
unità ed interessenza

che sono il senso della bellezza, la gioia,
la commozione, l’amore e l’amicizia.

Mancando del tutto, nella generalità
degli esseri umani, ma non nella
mente che si risveglia al vero

(e ogni essere umano si può risvegliare)

l’esperienza percettiva ed esistenziale
del Reale come Uno, in tutte le sue forme,
l’io compreso.

Per cui ogni cosa fatta a un altro,
positiva, negativa o neutra che sia

è comunque una cosa fatta a sé.

In ricordo di Franco Loi

Mögiàa abelaze ‘l Garza sóta l’asfalt

quan che ta portàet
l’ombra dei tò fianch a le fontane
e ta disìet: “Iše mör el nòs temp”.

E me capìe che la sarès riada la sera
a cöntà i tò pas dre a le strade de Brèša.

Me sintìe che la sarès vignida la sera
a scultà la tò us söi mür de Santa Chiara.

E piö nišü ciòch a distürbà la nòt.

Le strade di Brescia – Muggiva adagio il Garza sotto l’asfalto / quando portavi / l’ombra dei tuoi fianchi alle fontane / e dicevi: “Così muore il nostro tempo”. // E io capivo che sarebbe arrivata la sera / a contare i tuoi passi per le strade di Brescia. // Io sentivo che sarebbe venuta la sera / ad ascoltare la tua voce sui muri di Santa Chiara. // E più nessun rumore/ubriaco1 a disturbare la notte.

1Traduzione impossibile: “ciòch” in dialetto bresciano è sia “rumore” che “ubriaco”. E un bresciano legge: “E più nessun rumore a disturbare la notte” , un altro: “E più nessun ubriaco a disturbare la notte”; mentre un altro ancora si ferma incerto e prova ad alternare i significati. Nessuno dei tre sbaglia. È bene che l’ambiguità della doppia valenza rimanga: la suggestione della poesia non è un manuale di istruzioni, per questo onoriamo un uomo e un poeta autentico.

Lunedì di pratica Zen – 11

Rinnoviamo l’invito: Zazen – kinhin – zazen, ore 20-21. Ogni ora è un’ora buona per praticare presenza mentale in zazen, kinhin e azioni quotidiane. Sapere, però, che volti e cuori che già hanno praticato insieme – trovando tempo e spazio per farlo – ancora trovano tempo e spazio ideale per tornare a farlo nello stesso giorno, alla stessa ora, fisicamente distanti, ma fianco a fianco nella pratica comune, già costituisce un respiro di liberazione dalle costrizioni anticovid e da quelle dell’ego. Gassho a tutti gli esseri e un amorevole sostegno ai più sofferenti.

A Molly che è nata oggi
ma c’era già ventisette anni fa.

Il suo volto originario, invece
respira ineffabile da un tempo
senza inizio e senza fine.

Possa l’onda scoprire
d’essere oceano.