| Auschwitz | |
| Autogrill | |
| Bologna | |
| Cirano | |
| Dio è morto | |
| Don Chisciotte | |
| Eskimo | |
| Farewell | |
| Il vecchio e il bambino | |
| Incontro | |
| In morte di S.F. / Canzone per un’amica | |
| L’avvelenata | |
| L’ultima Thulè | |
| La locomotiva | |
| Piccola città | |
| Vedi cara |
La canzone dei dodici mesi …
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| Dio è morto | |
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| Piccola città | |
| Vedi cara |
La canzone dei dodici mesi …
6-9 Agosto 1945
*
Non esiste un respiro “zen”.
Il respiro è uguale in tutti gli esseri.
Tutt’al più è zen la “calma che risponde
alle offese quotidiane”.
Ma anche qui, Francesco ad Assisi
e Milarepa in Tibet, come pure
molti altri, nei vari angoli di mondo,
stanno a dimostrare che l’equanimità e la pace
non sono monopolio di nessuno,
ma ardue realizzazioni
di ogni coscienza in cammino.
Se facciamo appello alle forze dell’io
facciamo appello a un’organizzazione
delle forze che prima crea i problemi
e poi ne è in balìa.
Facciamo invece appello alle sorgenti
che è una scaturigine delle forze
limpida, inesauribile, priva
di problemi propri
capace di attraversare
quelli che chiamiamo: problemi nostri.
Troppe parole al mondo
e troppo incontrollate.
La realtà è molto più semplice:
o rimaniamo attaccati
al nostro ramo come le scimmie
o impariamo a mollare la presa.
La differenza è che mollando la presa
una scimmia rovinerebbe a terra,
invece noi inizieremmo a vivere.

Ero in macchina, a pochi chilometri di distanza, quando avvenne la strage fascista a Piazza Loggia. Anna, invece, era in piazza e rimase a lungo colpita, nel cuore e nell’animo. Si dovette calpestare il sangue per uscire dalla piazza. Poi anni e ancora anni dovettero passare prima che una parvenza di giustizia vedesse la luce, e solo grazie alla dedizione di alcuni ricercatori di verità, primo fra tutti Manlio Milani, straziato dalla strage negli affetti più profondi.
Nel silenzio abbiamo praticato per chi soffre
e anche per chi fa soffrire.
Angoli dolorosi del nostro cuore i primi,
angoli bui della nostra mente i secondi.
Piovono petali
sul valico deserto
e tutto è detto
Come si può notare anche dalle parole della Ministra israeliana dei Trasporti (“Questi arrivano drogati e bevuti, sono sostenitori del terrorismo”), oltre che da quelle di Ben-Gvir, la violenza non si può agire senza giustificazioni. La ricerca di giustificazioni, anche arrampicandosi sui vetri, è necessaria all’essere umano, perché non può assolutamente accettare di essere il cattivo: lui è il buono. Cattivi sono gli altri. Guai se l’immagine di sé si macchia. Ne va della stabilità della propria spasmodica identità e quindi della propria sicurezza. L’azione nonviolenta rende molto evidente, invece, da che parte sta la sopraffazione.
Non sono animali
Non sono animali
i terroristi di Hamas
ma proprio uomini che fanno
ciò che nella Storia si ripete.
Nessun animale arriverebbe
a praticare tanto ludibrio
e tanto orrore.
Ma non sono animali
nemmeno i civili palestinesi
e nessun animale meriterebbe
la loro sofferenza.
Far nascere orrore da orrore
è proprio degli uomini
dominati da sé stessi
e dalle loro interne cecità.
Nessuno può giustificare i propri crimini
con i crimini che gli altri ci hanno fatto.
I nostri crimini rimangono crimini
e rimangono nostri.
E i crimini degli altri rimangono loro
e rimangono crimini.
Crimini nostri e crimini altrui uniti
nella strage degli innocenti.

Una nobile tradizione
Un editore di pregio
Un maestro ed autore affermato
Un testo che ti porta sul cuscino
di meditazione
e ti accompagna
quando ti rialzi.

… continuiamo ad essere anche noi.
Gassho