Rinnoviamo l’invito alla pratica – 4

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji, ma non domani martedì 31 marzo: giornata di silenzio. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.

Terminando il ritiro di meditazione

Ci sono volute
incalcolabili combinazioni di cause
per nascere come esseri umani

e altrettante per orientare
lo spirito umano verso la pratica spirituale,
la realizzazione della propria natura.

Ma qualsiasi cosa possiamo sforzarci
di fare una volta seduti in meditazione

il semplice sedere nel corpo del respiro
– nella mente dei pensieri –

è già un sedere sul trono della coscienza
e dell’implicito risveglio.

Come il cibo è un sapore
così il risveglio è un’esperienza.

Le parole possono descrivere,
indirizzare, mai sostituire

la luna che splende alta nel cielo.

Dice il vecchio Yeno:
“Se il vero ė lasciato a sé stesso
non vi è nulla di falso”.

Possa questa pratica
essere di beneficio a tutti gli esseri.

Ritiro di zazen (meditazione): 28-29 marzo 2020

Stando alla nostra condizione di ritiro permanente e “forzato” nelle nostre abitazioni, a parte le poche uscite per necessità personali o di volontariato, il ritiro vero e proprio si configura questo mese come una semplice estensione delle pratiche quotidiane, completamente integrato nella vita di ogni giorno, in quell’eremo personale o di famiglia che è ora diventato il nostro domicilio. Ebbene sì, tra le varie incombenze, le letture, i media, la partecipazione responsabile alle vicende famigliari, parentali, di vicinato, sociali e politiche, spunta tempo in abbondanza – lo diciamo a chi non sa cosa fare – per sedersi a meditare.

Lo presentiamo come un optional, ma sappiamo bene quanto concreta e necessaria sia questa azione “gratuita, inutile, non mirata” di semplice presenza ed equilibrio interiore – perciò stesso di beneficio collettivo e nostro – e quanto manchi a un mondo alla mercé di azioni utilitaristiche e tese sempre ad afferrare i frutti dell’io, anche quando s’ammantano di motivazioni salvifiche.

Chi ha già partecipato a ritiri precedenti, sa già cosa fare. Chi vuole provare è libero di farlo nei tempi e nei modi, magari seguendo le indicazioni date proprio su questa pagina il 5 marzo (L’amorevole presenza).

Per gli uni e gli altri riassumiamo:

Sabato 28 marzo

Ore 4 : sveglia

ore 4.15 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5.45 : zazen

ore 6.15 : riposo

ore 8.15 : colazione

ore 9 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 10 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 11 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 12 : zazen

ore 12.30 : preparazione pranzo

ore 13 : pranzo frugale

ore 13.30 : riassetto cucina

ore 14-16 : incombenze quotidiane, lavoro, riposo

ore 16 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 17 : zazen

ore 17.30 : preparazione cena

ore 18 : cena leggera

ore 19 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 19.45 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 20.30 : zazen e chiusura giornata

ore 21 : riposo

Domenica 29 marzo (ora legale)

Ore 4 : sveglia

ore 4.15 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5.45 : zazen

ore 6.15 : riposo

ore 8.15 : colazione

ore 9 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 10 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 11 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 12 : zazen e chiusura ritiro.

ore 12.30 : preparazione pranzo

ore 13 : pranzo di fine ritiro

Note:

1 – Non preoccupatevi: tutti sopravvivono alla pratica, in fondo si tratta solo di rimanere un po’ in compagnia della propria mente e di scrutare nella nostra natura. E non c’è nemmeno bisogno di cambiare il proprio credo e la propria confessione religiosa.

2 – Le due giornate si svolgono in silenzio. (Vedere alla pag. COMUNICAZIONI)

3 – 30 minuti la durata consigliata della meditazione seduta (zazen), e 15 minuti la meditazione camminata (respiro tranquillo e passo ogni due respiri). Ma ciascuno, data la situazione, può fare come riesce, sia come durata di ogni singola pratica (anche solo 5 minuti) che come frequenza nelle varie ore.

4 – Preparazione pasti, pasti, lavori di riassetto e ogni altra azione quotidiana sono parte integrante della pratica e vanno svolte con attenzione e presenza mentale.

5 – Per qualsiasi problematica dovesse insorgere durante la pratica, andate alla pagina “contatti” o “comunicazioni” e telefonate o scrivete nelle fasce dedicate (dalle 14 alle 16 di sabato e dalle 8 alle 9 di domenica). A tutti sarà data una risposta.

Riletture – 2

Se vuoi agire sul dolore del mondo
metti tra l’azione e il cuore

e dentro ancora

la meditazione, la consapevolezza
l’attenzione.

Frequenta la natura dei pensieri
e delle idee fisse, tanto universale
è, quanto ristrette le vedute

Pratica la rivelazione del volto
originario delle cose

che s’esprime ora e qui,

sono i rumori di strada, dei passi
al piano di sopra, i silenzi
della stanza, il pianto
dietro i muri

il respiro, il battito
antico che conosce
la sua via.

Dimora nell’origine del mondo

nell’insondabile immobilità
di ogni moto

e nel fervido moto
di ogni quiete.

Rinnoviamo l’invito alla pratica – 3

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, alla stessa ora (dalle 20 alle 21), idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto. Più avanti, per chi vuole, daremo indicazioni per il ritiro di fine marzo da svolgere ciascuno nella propria realtà, che naturalmente è l’Unica Realtà, la realtà di tutti.

Riletture – 1

“Auschwitz sta figliando nel mondo
non sentite l’odore del fumo?”

                                                                                                      Danilo Dolci

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

Cantano alle finestre

Cantano alle finestre, cantano
sui balconi.

Cantano per farsi coraggio,
ma cantano.

Come da bambini, nell’attraversare
il buio

o da più grandi nella notte,
tornando a casa.

Cantano e il canto risuona
nel deserto delle strade,

sale dalle città mute
rivelando il cuore caldo

dell’umanità murata.

Cantano per passare il tempo,
per lanciare un grido,

una voce di presenza,

ed ascoltare quale eco
e che cosa ritorni.

Cantano per essere insieme

cantano per farsi coraggio
ma cantano.

Così l’universo li esprime.

Poi il silenzio e la notte.

“O terra materna
che culli e assopisci
la foglia caduta.”

Informiamo

CORONAVIRUS: DALL’UNIONE BUDDHISTA ITALIANA 3 MILIONI PER L’EMERGENZA E IL DOPO. 1.5 MILIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE E 1.5 AL TERZO SETTORE

In questo momento non semplice restituiamo agli italiani la fiducia che ci hanno dimostrato con l’8×1000 e supportiamo anche le organizzazioni del Terzo Settore, da sempre vicino ai cittadini in difficoltà, nell’emergenza e soprattutto nel dopo

Milano, 16 marzo 2020 – “In questo momento non semplice vogliamo restituire concretamente alla popolazione italiana la fiducia che ci ha dimostrato con l’8×1000 e per questo abbiamo deciso di stanziare 3 milioni di euro come sostegno immediato a chi è impegnato a contrastare la diffusione del Covid19. Invieremo subito 1.5 milioni di euro alla Protezione Civile in modo che possa far fronte all’emergenza. Un milione e mezzo sarà destinato a un fondo speciale emergenziale per le organizzazioni del Terzo Settore che svolgono e svolgeranno, soprattutto in fase post emergenziale, un’opera fondamentale di sostegno e vicinanza ai soggetti più fragili”.

L’Unione Buddhista Italiana monitorerà le urgenze e le richieste, in contatto e in coordinamento con le varie organizzazioni che operano sul territorio nazionale al fine di destinare i fondi in modo efficace. Considerato che le conseguenze dirette ed indirette dell’epidemia si estenderanno anche ai prossimi mesi, l’Unione Buddhista Italiana si adopererà per sostenere le organizzazioni del Terzo Settore che rappresentano un presidio di socialità a fianco di chi soffre e a sostegno di chi opera per affrontare questa delicata situazione. Siamo fiduciosi che questo periodo di prova che stiamo vivendo rafforzerà appieno lo spirito di apertura di tutti noi e come buddhisti sentiamo forte l’invito a tradurre in azioni la compassione verso l’altro: è questa l’autentica via del prendersi cura.

Condividiamo

Da Sanboji:
“Inizio 07.00 zazen 15/20 minuti e i 2 sutra: il Sutra del Cuore e Gli Ammonimenti di Kozen Daito (qui sotto la traduzione) che potrete recitare assieme a noi a beneficio di tutti gli esseri”.

Monaci di questo monastero di montagna
[…] ricordate sempre, nelle dodici ore della giornata,
di dedicarvi allo studio dell’Impensabile.
Il tempo vola come una freccia
[e noi siamo sempre inclini a perdere le occasioni]
[…] sempre, sempre, state attenti.

Dopo la mia morte, alcuni di voi dirigeranno cinque templi in condizioni prosperose, con torri, sale, libri sacri decorati in oro e argento, in cui i devoti si affolleranno rumorosamente: alcuni passeranno le ore leggendo i sutra e recitando i dharani, e seduti a lungo in contemplazione non si faranno mai prendere dal sonno; mangiando una volta al giorno e osservando i giorni di digiuno, praticheranno tutte le azioni religiose nei sei periodi della giornata. Ma pur dedicandosi così all’ideale, se i loro pensieri non dimoreranno nella misteriosa e intrasmittibile via dei Buddha e dei Padri, ignoreranno la legge della causalità morale e finiranno nella completa rovina della religione. […]

Fate, però, che uno solo viva in solitudine,
in una capanna coperta da una fascina di paglia,
e passi i suoi giorni mangiando radici
di erbe selvagge
cucinate in una pentola con le gambe rotte:
se si applica con concentrazione
ai suoi affari spirituali,
sarà l’unico a parlare ogni giorno
con me
e a sapere come essere grato alla vita.
Chi potrebbe mai disprezzare
una persona simile?
Monaci,
siate diligenti, siate diligenti.