Il filo di Arianna 2

6-9 Agosto 1945

*

Non esiste un respiro “zen”.

Il respiro è uguale in tutti gli esseri.

Tutt’al più è zen la “calma che risponde

alle offese quotidiane”.

Ma anche qui, Francesco ad Assisi

e Milarepa in Tibet, come pure

molti altri, nei vari angoli di mondo,

stanno a dimostrare che l’equanimità e la pace

non sono monopolio di nessuno,

ma ardue realizzazioni

di ogni coscienza in cammino.

Il filo di Arianna – 1

Se facciamo appello alle forze dell’io
facciamo appello a un’organizzazione

delle forze che prima crea i problemi
e poi ne è in balìa.

Facciamo invece appello alle sorgenti
che è una scaturigine delle forze

limpida, inesauribile, priva
di problemi propri

capace di attraversare
quelli che chiamiamo: problemi nostri.

28 maggio 1974: la nostra giovinezza insanguinata

Ero in macchina, a pochi chilometri di distanza, quando avvenne la strage fascista a Piazza Loggia. Anna, invece, era in piazza e rimase a lungo colpita, nel cuore e nell’animo. Si dovette calpestare il sangue per uscire dalla piazza. Poi anni e ancora anni dovettero passare prima che una parvenza di giustizia vedesse la luce, e solo grazie alla dedizione di alcuni ricercatori di verità, primo fra tutti Manlio Milani, straziato dalla strage negli affetti più profondi.

Nel silenzio abbiamo praticato per chi soffre
e anche per chi fa soffrire.

Angoli dolorosi del nostro cuore i primi,
angoli bui della nostra mente i secondi.

A proposito della flotilla

Come si può notare anche dalle parole della Ministra israeliana dei Trasporti (“Questi arrivano drogati e bevuti, sono sostenitori del terrorismo”), oltre che da quelle di Ben-Gvir, la violenza non si può agire senza giustificazioni. La ricerca di giustificazioni, anche arrampicandosi sui vetri, è necessaria all’essere umano, perché non può assolutamente accettare di essere il cattivo: lui è il buono. Cattivi sono gli altri. Guai se l’immagine di sé si macchia. Ne va della stabilità della propria spasmodica identità e quindi della propria sicurezza. L’azione nonviolenta rende molto evidente, invece, da che parte sta la sopraffazione.

Non sono animali

Non sono animali
i terroristi di Hamas

ma proprio uomini che fanno
ciò che nella Storia si ripete.

Nessun animale arriverebbe
a praticare tanto ludibrio
e tanto orrore.

Ma non sono animali
nemmeno i civili palestinesi

e nessun animale meriterebbe
la loro sofferenza.

Far nascere orrore da orrore
è proprio degli uomini

dominati da sé stessi
e dalle loro interne cecità.

E Nessuno può giustificare

Nessuno può giustificare i propri crimini
con i crimini che gli altri ci hanno fatto.

I nostri crimini rimangono crimini 
e rimangono nostri.

E i crimini degli altri rimangono loro
e rimangono crimini.

Crimini nostri e crimini altrui uniti
nella strage degli innocenti.