Uscendo dal ritiro Zen di Ottobre

Gassho a chi vive e chi muore

Gassho a chi è nella sofferenza e nella gioia

Gassho a chi si perde dietro le fole della sua mente

Gassho a chi s’afferra al sostegno di sabbia dell’io

Gassho a chi ha visto il costruttore della prigione

Gassho a chi vive in coscienza e consapevolezza

Gassho a chi sorregge l’umanità e la terra

Gassho ai mondi e agli oceani

Gassho alle montagne, agli alberi e le erbe

Gassho agli esseri senzienti

Gassho a ogni forma, ogni respiro

dell’Universo.

Le inferriate della nostra prigione – riletture –

Una volta ho citato il film: “Prova d’orchestra”
di Federico Fellini, dove gli orchestrali suonavano
le loro musiche, ognuno a capocchia sua

in un bailamme di note dissonanti e in un groviglio
inestricabile di suoni e comportamenti.

Il tutto mentre una ruspa
cominciava la sua opera demolitrice
del teatro – con gli orchestrali dentro –
a colpi poderosi di sfera d’acciaio.

Una caotica jungla narcisista che finiva
con il lasciare spazio a un nuovo
autoritarismo…

Ma mi è stato risposto che era il film
peggiore di Fellini.

Il che è come storcere il naso sotto la valanga
perché il cane che ti salva ha l’alitosi

e perché la squadra che spala
non soddisfa i tuoi requisiti estetici,
infatti non veste Prada.

A questo proposito, stupisce che le persone
abbiano opinioni su tutto, magari feroci

e ferocemente difese, fondate
sul nulla o misurate a spanne

ma solo per scoprire che questo gli serve
per non impegnarsi su niente
oltre il proprio recinto.

Stupisce ancora di più
che si affermino le inferriate
della propria prigione

come una bandiera di libertà

mentre non stupisce affatto
che siamo servi di noi stessi
credendo di esserne i monarchi

dato che tale è la normale
percezione del nostro io.

L’egofascismo – riletture –

L’errore è di considerare il nazifascismo
come un accidente della Storia, un’isola,
una parentesi chiusa

e non un portato di “qualcosa” che
da sempre alligna nella mente umana,
impregna il nostro vivere quotidiano

e che quando trova le condizioni si acuisce
torna ad affacciarsi nella Storia, con tutto
il suo carico distruttivo.

Questo qualcosa è il blocco psichico
che domina l’essere umano, la percezione
di un sé separato che determina
una percezione di divisione tra sé e il mondo.

Con il sé che si mette al centro e tutto il resto
in periferia, a un piano di valore inferiore
e subordinato al proprio tornaconto.

Tale percezione genera per un verso il desiderio di possedere
ciò che è già intimamente nostro, ma percepiamo
separato da noi, e ha così fascino se
sentiamo che ci dà piacere,
vita, potenza

(anche morte, nella disperata ricerca di riottenere
“questo intimamente nostro”, ma che non sappiamo
contattare, vivere, ritrovare.)

e dall’altro di annichilire la minaccia che questa realtà, percepita
come separata da noi, ma che ha una così grande
influenza su di noi, continuamente ci dà

per il solo fatto di essere vista come “altro”, vita “altra”
che potrebbe sommergere la nostra.

Non a caso la grande quota d’indifferenza
copre tutti gli aspetti della realtà che non ci danno
piacere-potenza o senso di minaccia.

Ne consegue una brama di possesso
che è nel contempo una necessità di controllo
della minaccia, per tacitare l’intima angoscia.

Questo universo di azioni e reazioni fobiche
che si rinforzano l’un l’altra raggiunge punti
di crisi e di esplosività di cui sono poi
piene le pagine dei libri di Storia.

È evidente allora che non esistono soluzioni stabili
a valle di questo blocco psichico, essendo
proprio tale blocco psichico il problema.

Non si spegne un incendio con la benzina
e con l’azione dell’incendiario.

Serve, quindi, la prima autoconsapevolezza
della presenza di questo blocco
e di esserne l’espressione
in ogni gesto, in ogni

pensiero e sensazione.

Serve, poi, lavorare su tale blocco, superare
la percezione separata delle cose,

la percezione separata di un sé, la percezione
individuale e arroccata dell’esistenza.

Necessariamente partendo da sé e offrendo
a tutti la possibilità.

Ma più che raggiungere qualcosa

il risveglio è vivere la nostra Realtà
eternamente manifesta
qui e ora.

Lo slancio d’amore è un suo precursore
L’amore ritrovato ne è la sua espressione.

Naturale è che lungo questo percorso
ogni atto contro l’umanità

non può attendere il superamento
del blocco psichico, per essere affrontato.

Il voto responsabile, l’attività sociale e politica
il volontariato, l’azione contro le disuguaglianze,
le violenze e le ingiustizie saranno allora

l’aspetto visibile, l’anima sociale, il riflesso
esterno del lavoro su di sé

che nel nostro caso si chiama zazen,

ma che ognuno può fare con gli “strumenti”
o con le “vie”, laici o religiosi, che gli
sono propri.

Trovo impossibile, in particolare,
che un movimento politico di reale cambiamento
non si occupi pubblicamente

e non solo nel recinto del privato,

come parte integrante della propria azione,
di quell’azione così concreta

che è il lavoro su di sé,
caposaldo e scaturigine di ogni azione
sociale e politica.

Riceviamo e sentitamente partecipiamo

Stamattina ci ha lasciato la nostra cara amica Milena Fantoni, compagna di strada in tante iniziative antimilitariste e nonviolente.


Presente fin dagli esordi nella sezione bresciana del Movimento nel 1971, partecipò alle lotte per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e del servizio civile.

Sempre in quegli anni promosse insieme ad altri/e compagni/e una serie di attività di assistenza ai distrofici nella sua casa di Sant’Eufemia e con un gruppo di amici e amiche fondò a San Zeno la Comunità Fiore, che dava accoglienza alle persone disabili e agli obiettori di coscienza che rifiutavano sia il servizio militare che quello civile.

Terminata quella feconda esperienza di solidarietà, nel 1986 con Mariangela Scolari aprì in via Massiago a Botticino Mattina La Mela, che è stato fra i primi ristoranti vegetariani della nostra provincia, ospitando per graditissimi incontri conviviali molti di noi, con piatti che coniugavano in modo impareggiabile gusto e salute.

In questo momento di dolore siamo vicini a Mariangela, Fiore, Adriano, alla famiglia e a tutti coloro che sentiranno la sua mancanza.

Nel ricordarla con grande affetto, la salutiamo con le parole di Aldo Capitini:

“A te, che oggi sei davanti a noi come morta, porgiamo un saluto di gratitudine per tutto ciò che hai dato da viva e per tutto ciò che continuerai a darci in eterno. La tua parte c’è sempre stata nella nostra vita e sempre ci sarà: sappi che ne abbiamo veramente bisogno”.


La camera ardente è allestita alla Casa Funeraria La Cattolica in via Papa Giovanni XXIII, n.11 a Rezzato. Qui martedì 14 settembre alle ore 18.30 si svolgeranno le esequie in forma civile. La salma poi mercoledì mattina raggiungerà il Tempio Crematorio di Sant’Eufemia.


Movimento Nonviolento – Brescia

Calendario pratica zen 2021-2022

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2021-2022

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dal 06 settembre 2021 al 27 giugno 2022. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 1 Novembre (festa Ognissanti)
  • 6 Dicembre (ponte Immacolata)
  • 14 Febbraio (ponte S. Faustino – festività bresciana)
  • 18 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 25 Aprile (Festa Liberazione)

Orario: dalle ore 20 alle ore 21

Sede (salvo emergenze sanitarie): ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 – Rispettare il decalogo ARCI della sala e le previste e semplici norme igienico-sanitarie: mascherina, disinfezione mani, distanziamento fisico.

2 Presentarsi puntuali alla pratica.

3 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

4 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

5 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

6 – Pagare puntualmente, ad inizio mese, il contributo spese mensile per l’affitto della sala.

6.1 – La tessera ARCI 2021-2022 verrà resa gratuita dalla nostra organizzazione per i tesserati dell’anno scorso, vista la non usufruizione, per sospensione, all’accesso della sala.

7 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

8 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2021-2022

  • 25-26 Settembre(*)
  • 23-24 Ottobre (*)
  • 20-21 Novembre (*)
  • 18-19 Dicembre (*)
  • 1-2 Gennaio (*)
  • 26-27 Febbraio (*)
  • 26-27 Marzo (*)
  • 23-24 Aprile
  • 28-29 Maggio
  • 25-26 Giugno

(*) Nel ritiro, in questi mesi, basterà il nucleo portante della pratica: zazen e kinhin, sfrondato da tutti quegli aspetti altrettanto essenziali: il samu, i pasti condivisi, lo spazio per la notte che però, nell’attuale situazione, uniti a un maggiore avvicendamento in bagno, presentano maggiori criticità dal punto di vista della prevenzione sanitaria. Chi vorrà partecipare, quindi, avrà a disposizione, qui a Rezzato, l’intera mattinata di zazen e kinhin, il sabato e la domenica.

Dato che per rispettare il distanziamento fisico i posti sono più limitati del solito, chi verrà di sabato lascerà il posto, se necessario, ad altri praticanti la domenica.

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle due giornate di zazen e koan solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle due giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

1.2 – Rispettare le previste e semplici norme igienico-sanitarie: mascherina, disinfezione mani, distanziamento fisico. Altri dettagli in loco o durante la telefonata di richiesta.

1.3 – E’ altresì necessario, a salvaguardia degli altri partecipanti, disporre del green pass, oppure aver avuto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti l’inizio del ritiro, oppure ancora essere certificati di guarigione dal covid stesso.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi le giornate di pratica si terranno a Rezzato (BS), nell’abitazione di proprietà degli associati.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Gassho a tutti gli esseri