Nagasaki: 9 Agosto 1945

“Auschwitz sta figliando nel mondo
non sentite l’odore del fumo?”

                                                                                                      Danilo Dolci

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

(pubblicato la prima volta il 9 agosto 2017)

Hiroshima, 6 Agosto 1945: “Il mio Regno non è di questo mondo”

“Il mio Regno non è di questo mondo”
ha significati meno stellari
dei cieli.

E “date a Cesare quel che è
di Cesare” non vuol dire
lasciargli la Terra.

Questo mondo, questa terra,
è l’espressione e la sommatoria finale
di quel meccanismo psichico,

(frattura illusoria della Realtà omniforme
e ineffabile)

che chiamiamo “io”
e domina l’essere umano
con tutto il suo carico di sofferenze
imposte e subite.

Appena mitigato da un amore
che non ha basi psichiche
esperienziali e spirituali
sufficienti, nella maggior
parte dei casi, per estendersi
oltre sé stessi e la
propria cerchia.

Risveglio e compassione
danno sostanza psichica
ed esperienza all’amore

relativizzando l’io, da dominante
a processo servente, distinto
ma non separato:

Espressione autoconsapevole
della Realtà.

Questo è il Regno, questa la terra
promessa alla nostra vita
quotidiana.

 

(pubblicato la prima volta il 6 Agosto 2017)

 

Per una volta

Non voglio parlare dei migranti
per una volta, ma di chi non parte,

di chi non sale sui bastimenti
per terre assai lontane.

Coloro che noi vediamo non sono
sempre i più disperati

ma quelli che almeno,
coi mezzi più indicibili, sono riusciti

a mettere insieme la forza e la somma
per il viaggio piombato e il sogno

I più disperati, spesso,
sono quelli che rimangono

sotto regimi corrotti e dispotici
nostri amici

dove arrivano le nostre armi
e originano molte nostre merci

al costo irrisorio
della loro fame.

Repetita iuvant – 3

Un unico destino

Supponiamo di azzerare gli arrivi,
nascondere i morti in fondo al mare,
dove rimangono i profughi, guardate
bene: negli atroci lager libici?

Supponiamo di svuotarli ai confini
i lager, guardate ancora: sono
a disseccarsi nel deserto
i migranti?

Supponiamo di convincerli
a non partire, devono dilaniarsi di guerre
trascinarsi di fame, sputare miserie
coloro che più non partono?

È in pace il nostro giorno
non vedendoli, gettando un obolo
lucrando armi, succhiando linfa
e “arterie” prime, le spalle alzando?

Repetita iuvant – 1

Le due libertà

Ci sono due libertà.

La prima è quella fisica, sociale,
è unita alla giustizia e alla pace
e va perseguita assiduamente giorno
dopo giorno.

La seconda è la libertà della mente, dello spirito
ed è indipendente da ogni circostanza.

Benché spesso richieda una vita,
si può realizzare in un istante,
anche nella più profonda delle galere,
e davanti al patibolo.

Lungo il cammino per la prima
ci si accorge che non ci sono frutti duraturi
senza la seconda.

La ricerca della libertà della mente, invece
può partire da sé o dal pianto
per il mondo

non richiede che la ricerca della prima
venga sospesa

(Semmai sono i ricercatori della prima
che tendono a sospendere la seconda…)

ma basta a sé stessa.

Tuttavia, porta in sé una sensibilità tale
per cui non c’è libertà della mente

che si esprima

senza impegno nel mondo
senza amore per l’uomo.

Repetita iuvant – 2

Se non volete vedere migranti 

Se non volete vedere migranti
nascondete lo specchio

Come possono cessare

se non cessano le loro guerre
che sparano con le nostre armi

se non cessa la loro fame
che morde con i nostri mercati

sono gli stessi mercati che prendono
nove mele su dieci che ci sono,

e lasciano a digrignare i denti
gli uni contro gli altri

sull’ultima che rimane
i poveri d’Europa e del mondo.

Se non volete vedere migranti
rendiamoci migranti dello spirito,
scuotetevi, ereditiamo la terra
superiamo la visione angusta
del piccolo io

che ci rende dei miserabili,

inutilmente cercando
di passare per la cruna dell’ago.

Zazen: 16 giugno

La giornata intensiva di zazen del 16 giugno, ultima della stagione di pratica iniziata a settembre, si terrà all’eremo “La Lovera” secondo il programma generale leggibile alla pagina COMUNICAZIONI. Chi fosse intenzionato a partecipare ci faccia sapere entro venerdì sera.

Il giorno dopo, domenica 17 giugno, all’eremo “La Lovera”, è prevista un’altra giornata di zazen e koan, alla quale è possibile partecipare solo previo colloquio personale col responsabile.