Di chi?

Non si tratta di quietismo
ma di ritrovarsi lucidi, coscienti
pienamente presenti

sorgendo, cessando e mutando
nelle circostanze che sorgono, cessano
e mutano

pronti ad agire ed interagire
con le glorie e le miserie,
di chi?

in questo tempo della mente, pacificato
e universale

che comprende ogni
passato e futuro

senza sforzo alcuno di dirigersi
verso un “qui e ora” che è in realtà
un illusorio altrove

né verso
nessun altro illusorio “altrove”.

E se lo sforzo si crea o si ricrea,
la coscienza, nella sua lucida presenza,
lo avverte e lo respira

rimanendo squisitamente
così com’è.

La vita dell’onda

La vita dell’onda è la vita del mare.

Ogni sua piccola goccia esprime
la sua grandezza.

Ma se noi ci viviamo solo
come piccola vita dell’onda

manchiamo della coscienza
vera e ineffabile

e ci perdiamo nelle angustie
dell’autoaffermazione.

Ecco l’origine della sofferenza.

Fossimo coscienti dello splendore
inaudito

che esprime ogni singolo respiro
e forma e mutar di forme

più non cercheremmo
di solidificare l’onda

nella ricerca vana
di sfuggire alla insicurezza
che è morte.

All’istante lasceremmo
di piantare unghie e bandiere
intorno a noi.

Calendario pratica zen 2020-2021

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2020-21

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dal 07 settembre 2020 al 28 giugno 2021. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 7 Dicembre (ponte Immacolata)
  • 15 Febbraio (S. Faustino – festività bresciana)
  • 5 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 31 Maggio (ponte 2 Giugno)

Ore: 20.15 – 21.15

Sede per tutto settembre: Rezzato (BS), nell’abitazione di proprietà degli associati. Dati i posti limitati, è alta la probabilità di suddividersi in più turni.

Telefonare al 339.30.85.860 per indicazioni indirizzo e modalità partecipazione.

(Il cambio provvisorio di sede si è reso necessario per lo slittamento da aprile a settembre di nostri trattamenti terapeutici, con relative difficoltà a muoverci, fra i quali un intervento urgente oculistico, che non hanno trovato posto nei nostri ospedali bresciani e bergamaschi in piena emergenza, intasati dai malati COVID. A questi va ancora il nostro abbraccio come a tutti i sofferenti, ma tra questi ci sono stati anche spiritosi, incauti e faciloni che potevano risparmiare, a sé e agli altri, contagio e posto in ospedale. Terrore e incuria sono i due estremi inutili ed evitabili.)

Sede da ottobre 2020 a giugno 2021 (salvo emergenze sanitarie): ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 – Rispettare le previste e semplici norme igienico-sanitarie: mascherina, disinfezione mani, distanziamento fisico.

2 Presentarsi puntuali alla pratica.

3 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

4 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

5 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

6 – Pagare puntualmente, ad inizio mese, il contributo spese mensile per l’affitto della sala.

7 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

8 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2020 – 2021

  • 10-11 Ottobre (*)
  • 7-8 Novembre (*)
  • 19-20 Dicembre (*)
  • 1-2-3 Gennaio (*)
  • 27-28 Febbraio (*)
  • 27-28 Marzo
  • 24-25 Aprile
  • 22-23 Maggio
  • 19-20 Giugno

(*) Nel ritiro, in questi mesi, basterà il nucleo portante della pratica: zazen e kinhin, sfrondato da tutti quegli aspetti altrettanto essenziali: il samu, i pasti condivisi, lo spazio per la notte che però, nell’attuale situazione, uniti a un maggiore avvicendamento in bagno, presentano maggiori criticità dal punto di vista della prevenzione sanitaria. Chi vorrà partecipare, quindi, avrà a disposizione, qui a Rezzato, l’intera mattinata di zazen e kinhin, il sabato e la domenica.

Dato che per rispettare il distanziamento fisico i posti sono più limitati del solito, chi verrà di sabato lascerà il posto, se necessario, ad altri praticanti la domenica.

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle due giornate di zazen e koan solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle due giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

1.2 – Rispettare le previste e semplici norme igienico-sanitarie: mascherina, disinfezione mani, distanziamento fisico. Altri dettagli in loco o durante la telefonata di richiesta.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi le giornate di pratica si terranno a Rezzato (BS), nell’abitazione di proprietà degli associati.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Generalmente tendiamo

Generalmente tendiamo
a identificare la realizzazione

con gli stati piacevoli
della mente

ma la realizzazione comprende,
attraversa e trascende

tutti gli stati mentali, piacevoli
spiacevoli e neutri.

Così, oltre all’attimo, inebriato e felice,

abbiamo anche un buddha sofferente
e un buddha che sorride.

*

Oh, meraviglia
il riso ed il pianto
non passano mai

                                                                                                                                                            *

Il gran contagio
ci ha preso e lasciati
nudi nell’anima

Si sono svolte ieri le esequie

Si sono svolte ieri le esequie del nostro amico Francesco, molto partecipate e commosse. Era presente anche una delegazione della scuola Zen Shiatsu del Cerchio di Milano, presso la quale Francesco si era diplomato, insieme ai compagni bresciani della stessa Scuola. Rispettando le sue volontà: “Non fiori, ma una donazione…”, come Centro Zen di Brescia, insieme a esponenti del gruppo Zen shiatsu, abbiamo provveduto a devolvere una piccola somma a una onlus sociale.

All’anziana mamma, alla moglie e ai figli, agli altri parenti e agli amici tutti vada il nostro sostegno ed il nostro ideale abbraccio nel nome e nel ricordo di Francesco.

Al nostro amico Francesco

A Francesco, lavoratore della scuola a riposo, infaticabile insegnante shiatsu, praticante di zazen nel nostro centro di Brescia, sempre affabile e sorridente, scambiare una parola con lui era semplicità, era calore e gioia.

Ci eravamo lasciati a marzo, con la chiusura del centro per l’epidemia. Ci ritroviamo ad agosto, in questa estate sofferente, per l’ultimo saluto.

*

Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”

e si vive

alla confluenza azzurra di linee
siderali d’energia
che chiama Terra.

Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.

Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.

Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere

la breve meraviglia del respiro

il giorno della venuta
e quello dell’addio.

6-9 agosto 1945 – riletture e riflessioni: il passato che non passa

L’errore è di considerare il nazifascismo
come un accidente della Storia, un’isola,
una parentesi chiusa

e non un portato di “qualcosa” che
da sempre alligna nella mente umana,
impregna il nostro vivere quotidiano

e che quando trova le condizioni si acuisce
torna ad affacciarsi nella Storia, con tutto
il suo carico distruttivo.

Questo qualcosa è il blocco psichico
che domina l’essere umano, la percezione
di un sé separato che determina
una percezione di divisione tra sé e il mondo.

Con il sé che si mette al centro e tutto il resto
in periferia, a un piano di valore inferiore
e subordinato al proprio tornaconto.

Tale percezione genera per un verso il desiderio di possedere
ciò che è già intimamente nostro, ma percepiamo
separato da noi, e ha così fascino se
sentiamo che ci dà piacere,
vita, potenza

(anche morte, nella disperata ricerca di riottenere
“questo intimamente nostro”, ma che non sappiamo
contattare, vivere, ritrovare.)

e dall’altro di annichilire la minaccia che questa realtà, percepita
come separata da noi, ma che ha una così grande
influenza su di noi, continuamente ci dà

per il solo fatto di essere vista come “altro”, vita “altra”
che potrebbe sommergere la nostra.

Non a caso la grande quota d’indifferenza
copre tutti gli aspetti della realtà che non ci danno
piacere-potenza o senso di minaccia.

Ne consegue una brama di possesso
che è nel contempo una necessità di controllo
della minaccia, per tacitare l’intima angoscia.

Questo universo di azioni e reazioni fobiche
che si rinforzano l’un l’altra raggiunge punti
di crisi e di esplosività di cui sono poi
piene le pagine dei libri di Storia.

È evidente allora che non esistono soluzioni stabili
a valle di questo blocco psichico, essendo
proprio tale blocco psichico il problema.

Non si spegne un incendio con la benzina
e con l’azione dell’incendiario.

Serve, quindi, la prima autoconsapevolezza
della presenza di questo blocco
e di esserne l’espressione
in ogni gesto, in ogni

pensiero e sensazione.

Serve, poi, lavorare su tale blocco, superare
la percezione separata delle cose,

la percezione separata di un sé, la percezione
individuale e arroccata dell’esistenza.

Necessariamente partendo da sé e offrendo
a tutti la possibilità.

Ma più che raggiungere qualcosa

il risveglio è vivere la nostra Realtà
eternamente manifesta
qui e ora.

Lo slancio d’amore è un suo precursore
L’amore ritrovato ne è la sua espressione.

Naturale è che lungo questo percorso
ogni atto contro l’umanità

non può attendere il superamento
del blocco psichico, per essere affrontato.

Il voto responsabile, l’attività sociale e politica
il volontariato, l’azione contro le disuguaglianze,
le violenze e le ingiustizie saranno allora

l’aspetto visibile, l’anima sociale, il riflesso
esterno del lavoro su di sé

che nel nostro caso si chiama zazen,

ma che ognuno può fare con gli “strumenti”
o con le “vie”, laici o religiosi, che gli
sono propri.

Trovo impossibile, in particolare,
che un movimento politico di reale cambiamento
non si occupi pubblicamente

e non solo nel recinto del privato,

come parte integrante della propria azione,
di quell’azione così concreta

che è il lavoro su di sé,
caposaldo e scaturigine di ogni azione
sociale e politica.

I tentativi di “afferrare e possedere”

Nei tentativi tesi ad afferrare e possedere,
alimentiamo l’atteggiamento predatorio
sul resto della realtà.

E di riflesso alimentiamo l’ansia
e il terrore della predazione altrui
su di noi.

Nel tentativo di afferrare e possedere
qualcosa, fosse anche un amore
o una realizzazione

spirituale, perpetuiamo l’illusione
che ci sia un io che possa afferrare
e un qualcosa che possa essere afferrato.

E nel medesimo istante perpetuiamo
l’illusione che qualcosa dentro ci manchi,

a noi, che siamo universo,
forme fluttuanti e coscienti dell’Essere

noi, respiro della Realtà vivente.

Se proprio vogliamo

Se proprio vogliamo
vivere come fossimo eterni

a ogni passo eludendo
l’ombra che ci segue
e ci precede

almeno

non afferriamoci a sostegni
che franano insieme a noi

(e tutti i sostegni alla fine
vanno abbandonati: “non un tetto
sulla testa / non un palmo
di terra sotto i piedi”)

non cerchiamo di fermare la sabbia
dei giorni e l’acqua dei nostri pensieri

che dileguano tra le dita.

Dice il vecchio Yeno:”l’immutabile
è il movimento stesso”.

Se cerchi di fermarlo
per aggrapparti ad esso

non realizzi l’eterno
e uccidi la vita.