Riletture: “Se volete evitare una sofferenza”

Se volete evitare una sofferenza, uno stato mentale
spiacevole, assumetelo.

Se volete scioglierlo, tenetelo davanti a voi
nel campo globale e visivo della coscienza.

Non cercate di evitarlo o scioglierlo.
Non colpitelo con la tensione,
lo sforzo, il desiderio
che non ci sia.

Se lo spirito autentico
è di respirarne la natura
(la vostra, l’Uno)

e non un tentativo furbesco, ancora
di eliminarlo, rivelato dalla frase:
“eh, ma non si scioglie!”

si scioglierà da solo
mentre paradossalmente
cercherete di trattenerlo.

Inutile dire – ma è bene ribadirlo –
che questo lavoro interno
non sostituisce il lavoro esterno
di rimuovere le cause di salute, economiche
o sociali dello stato mentale spiacevole,
della sofferenza.

La serenità interiore si sposa con l’azione sociale
e politica, con la sete di pace e di giustizia
e non con l’inazione.

Non è infatti vero che la pace interiore (essa stessa dinamica)
smorzi l’azione, mentre lo stato spiacevole,
la rabbia siano il motore di una rivoluzione vera.

Il dissidio mentale è il motore di una rivoluzione subito tradita,
questo sì. Tradita storicamente dopo pochi anni.
Tradita subito, di spirito e di fatto.

La libertà interiore, la serenità d’animo
acquisita non dimentica invece le cause
dello stato spiacevole, dell’ingiustizia.

Al contrario impiega tutta la potenza
della pacificazione mentale
per un’azione vera,

nonviolenta e radicalmente alternativa
a quell’ambito mentale e sociale

che causò la sofferenza, la contraddizione
l’ingiustizia.

Rinnoviamo l’invito alla pratica – 5

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa o dovunque ci troviamo, idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.

Riletture: “Il giorno della venuta”

Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”

e si vive

alla confluenza azzurra di linee 
                                                            siderali d’energia 
che chiama Terra.

Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.

Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.

Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere

la breve meraviglia del respiro

il giorno della venuta
e quello dell’addio.

Rinnoviamo l’invito alla pratica – 4

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji, ma non domani martedì 31 marzo: giornata di silenzio. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.

Terminando il ritiro di meditazione

Ci sono volute
incalcolabili combinazioni di cause
per nascere come esseri umani

e altrettante per orientare
lo spirito umano verso la pratica spirituale,
la realizzazione della propria natura.

Ma qualsiasi cosa possiamo sforzarci
di fare una volta seduti in meditazione

il semplice sedere nel corpo del respiro
– nella mente dei pensieri –

è già un sedere sul trono della coscienza
e dell’implicito risveglio.

Come il cibo è un sapore
così il risveglio è un’esperienza.

Le parole possono descrivere,
indirizzare, mai sostituire

la luna che splende alta nel cielo.

Dice il vecchio Yeno:
“Se il vero ė lasciato a sé stesso
non vi è nulla di falso”.

Possa questa pratica
essere di beneficio a tutti gli esseri.

Ritiro di zazen (meditazione): 28-29 marzo 2020

Stando alla nostra condizione di ritiro permanente e “forzato” nelle nostre abitazioni, a parte le poche uscite per necessità personali o di volontariato, il ritiro vero e proprio si configura questo mese come una semplice estensione delle pratiche quotidiane, completamente integrato nella vita di ogni giorno, in quell’eremo personale o di famiglia che è ora diventato il nostro domicilio. Ebbene sì, tra le varie incombenze, le letture, i media, la partecipazione responsabile alle vicende famigliari, parentali, di vicinato, sociali e politiche, spunta tempo in abbondanza – lo diciamo a chi non sa cosa fare – per sedersi a meditare.

Lo presentiamo come un optional, ma sappiamo bene quanto concreta e necessaria sia questa azione “gratuita, inutile, non mirata” di semplice presenza ed equilibrio interiore – perciò stesso di beneficio collettivo e nostro – e quanto manchi a un mondo alla mercé di azioni utilitaristiche e tese sempre ad afferrare i frutti dell’io, anche quando s’ammantano di motivazioni salvifiche.

Chi ha già partecipato a ritiri precedenti, sa già cosa fare. Chi vuole provare è libero di farlo nei tempi e nei modi, magari seguendo le indicazioni date proprio su questa pagina il 5 marzo (L’amorevole presenza).

Per gli uni e gli altri riassumiamo:

Sabato 28 marzo

Ore 4 : sveglia

ore 4.15 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5.45 : zazen

ore 6.15 : riposo

ore 8.15 : colazione

ore 9 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 10 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 11 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 12 : zazen

ore 12.30 : preparazione pranzo

ore 13 : pranzo frugale

ore 13.30 : riassetto cucina

ore 14-16 : incombenze quotidiane, lavoro, riposo

ore 16 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 17 : zazen

ore 17.30 : preparazione cena

ore 18 : cena leggera

ore 19 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 19.45 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 20.30 : zazen e chiusura giornata

ore 21 : riposo

Domenica 29 marzo (ora legale)

Ore 4 : sveglia

ore 4.15 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 5.45 : zazen

ore 6.15 : riposo

ore 8.15 : colazione

ore 9 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 10 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 11 : zazen e meditazione camminata in stanza, eventuale pausa

ore 12 : zazen e chiusura ritiro.

ore 12.30 : preparazione pranzo

ore 13 : pranzo di fine ritiro

Note:

1 – Non preoccupatevi: tutti sopravvivono alla pratica, in fondo si tratta solo di rimanere un po’ in compagnia della propria mente e di scrutare nella nostra natura. E non c’è nemmeno bisogno di cambiare il proprio credo e la propria confessione religiosa.

2 – Le due giornate si svolgono in silenzio. (Vedere alla pag. COMUNICAZIONI)

3 – 30 minuti la durata consigliata della meditazione seduta (zazen), e 15 minuti la meditazione camminata (respiro tranquillo e passo ogni due respiri). Ma ciascuno, data la situazione, può fare come riesce, sia come durata di ogni singola pratica (anche solo 5 minuti) che come frequenza nelle varie ore.

4 – Preparazione pasti, pasti, lavori di riassetto e ogni altra azione quotidiana sono parte integrante della pratica e vanno svolte con attenzione e presenza mentale.

5 – Per qualsiasi problematica dovesse insorgere durante la pratica, andate alla pagina “contatti” o “comunicazioni” e telefonate o scrivete nelle fasce dedicate (dalle 14 alle 16 di sabato e dalle 8 alle 9 di domenica). A tutti sarà data una risposta.

Riletture: “Se vuoi agire”

Se vuoi agire sul dolore del mondo
metti tra l’azione e il cuore

e dentro ancora

la meditazione, la consapevolezza
l’attenzione.

Frequenta la natura dei pensieri
e delle idee fisse, tanto universale
è, quanto ristrette le vedute

Pratica la rivelazione del volto
originario delle cose

che s’esprime ora e qui,

sono i rumori di strada, dei passi
al piano di sopra, i silenzi
della stanza, il pianto
dietro i muri

il respiro, il battito
antico che conosce
la sua via.

Dimora nell’origine del mondo

nell’insondabile immobilità
di ogni moto

e nel fervido moto
di ogni quiete.

Rinnoviamo l’invito alla pratica – 3

Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, alla stessa ora (dalle 20 alle 21), idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto. Più avanti, per chi vuole, daremo indicazioni per il ritiro di fine marzo da svolgere ciascuno nella propria realtà, che naturalmente è l’Unica Realtà, la realtà di tutti.