Hiroshima e Nagasaki: 6-9 agosto 1945

“Auschwitz sta figliando nel mondo
non sentite l’odore del fumo?”

                                                                                                      Danilo Dolci

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

(pubblicato la prima volta il 9 agosto 2017)

Estate 2022 – Il filo d’Arianna – 4

Per l’io tutto lo spazio-tempo che intercorre
tra un punto di partenza e quello d’arrivo

è sofferenza, lungaggine, tempo
morto da rimuovere.

Il suo sogno è lo schiocco di dita, il teletrasporto,
la scomposizione nel luogo di partenza e la rimaterializzazione
istantanea in quello d’arrivo.

Così per l’io è tempo perso tutto ciò 
che partendo da un punto del tempo-spazio
non porti ad un altro che presenti
realizzazioni tangibili.

Meccanismo utilitario insuperabile, l’io annaspa
dove non vede scopi, risultati, mezzi e fini.

Ma ciò che è perdita di tempo per l’io,
per l’autocoscienza  della mente è

lucida consapevolezza dell’essere:

dove il punto di partenza appartiene
alla medesima realtà del punto d’arrivo

(e di ogni “punto” dell’universo)

e lo spazio-tempo che intercorre
tra i due coincide in ogni istante, in ogni punto,
col punto di partenza e col punto d’arrivo.

Per l’autocoscienza della mente ogni viaggio
è un viaggio immobile, e il risultato è ogni passo.

Questa coscienza “dimora nel movimento stesso”
ed è sempre “a casa pur essendo sulla strada”.

È con questa coscienza che le funzionalità dell’io, 
la sua efficienza, la ricerca di tangibili risultati 
non si trasformano in alienazione, 

in un massacro narcisistico quotidiano 
“pieno di rumore e di furia, senza 
significato alcuno”.

A Roberto Bendo Hongaku Villa

Carissimo amico, compagno di pratica,
silenzioso suonatore di gong
in tanti ritiri Zen

maestro di Dharma nella bianca Cecina

“non è mai perdersi, se a volte ci si allontana …”

ha detto un poeta.

E questo ti scrivo, nella grande trasformazione
in cui tutto vive, e tutti ci accomuna:

Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”

e si vive

alla confluenza azzurra di linee
siderali d’energia
che chiama Terra.

Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.

Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.

Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere

la breve meraviglia del respiro

il giorno della venuta
e quello dell’addio.

Estate 2022 – Il filo d’Arianna – 3

“Il fine [spirituale] si realizza a patto di non porselo.”

Perché, cosa succede se ce lo poniamo?
Succede che dividiamo illusoriamente
la realtà in un soggetto che cerca
e in un oggetto cercato.

E fanno due; tre con l’azione
di cercare.

Ogni volta che oggettiviamo,
ci alieniamo illusoriamente dalla parte
di realtà oggettivata, la rendiamo esterna,
separata da noi.

Dopo di che abbiamo bisogno
di colmare la distanza che abbiamo
illusoriamente creato fra noi e questa
parte della realtà oggettivata.

Ma finché dura la scissione che la alimenta,
la distanza non potrà mai essere colmata.

È come il cane che cerca di mordersi la coda.
Ogni suo movimento per prenderla
sembra avvicinarla

ma in realtà la tiene distante
quel tanto che basta da renderla imprendibile.

Il cane si lancia in un giro vorticoso
destinato all’insuccesso

per afferrare una cosa che non ha nessun
bisogno di afferrare, perché è già parte di sé.

Uscendo dal ritiro Zen di Giugno

Poiché la mente naturale 
è senza sforzo di fare o non fare

ed è sempre ciò che è 
senza condizione alcuna

non c’è  alcun bisogno di pratiche
né discipline, e sedere in zazen

coincide all’istante con un’espressione
della mente naturale stessa.

Come lo è l’alzarsi e l’agire.

Ma dal momento che ci identifichiamo 
con quelli che dovrebbero essere solo
dei meccanismi serventi, cioè l’io
e le sue attività

– e ne siamo dominati –

Allora Zazen è …

… che cos’è?

Compito per l’estate: cercate di dare una risposta.

Alcune tracce, Zazen è:

1 – una rottura di scatole

2  – un mezzo abile per accedere alla mente naturale

3 – un esercizio di pazienza e mal di gambe alla ricerca

dell’ottenimento della mente naturale

4 – una perdita di tempo

5 – una variante del cubo di Rubik

6 – un sogno diurno

7 – un utile esercizio di consapevolezza

8 – sedere, respirare, coscienti di tutto, attaccati a nulla

9 – zazen è zazen

10 – altro.

*

Grazie a chi ha partecipato al ritiro, in questo mondo in fiamme, e lavora per la pace.
Possa questa pratica essere di beneficio a tutti gli esseri.

*

Tramite questa pagina, cercheremo di rimanere in contatto con lettori e praticanti per tutta l’estate. 

Appuntamento, vita permettendo, al Centro Zen di Brescia, Via Scuole 34, domani 27 giugno, ore 20, per l’ultimo incontro in programma, e poi il primo lunedì di settembre 2022 per l’inizio della nuova stagione di pratica. Gl’incontri all’eremo della “Lovera” verranno fissati in data successiva. 

Il programma completo della nostra Associazione Zen infatti, sarà disponibile, sempre vita permettendo, su questo sito, dalla fine di agosto.

Uscendo dal ritiro Zen di Maggio

Quando qualcuno mi viene a parlare
di un qualche altrove da raggiungere
il mio consiglio è sempre lo stesso:

“Rilascia le tensioni dalle braccia, dalle spalle,
dalla schiena, dal respiro, dagli occhi, dal corpo,
dalla mente e guardati:

sei in ciò che provi o stai scappando verso questo
altrove?

Se stai cercando di fuggire in qualche altrove
ciò che provi ti inseguirà come un animale
insegue la sua preda.

Se sei in ciò che provi, sei nelle migliori condizioni
per stare e per andare”.

*

Possa questa pratica essere di beneficio
a tutti gli esseri.

Un caldo grazie a chi ha praticato con noi
e un profondo inchino agli amici del Vesak.