Ascolta

Alla roccia della tartaruga
sul greto del torrente adamellino
ci siamo seduti, convalescenti.

Con la schiena diritta, dentro
il suono incessante della corrente
abbiamo respirato la gioia di respirare

cavalli al pascolo, abetaie,
pareti di roccia, erba rasa. Buon vino,
formaggio e pane.

Raccolti i resti gloriosi del pasto, ad ogni passo
guariti, abbiamo ripreso il cammino.

 

Ascolta.

 

Basta che tu sieda in meditazione
nel fragore continuo del torrente
per vivere che il fuori è dentro
e noi ci siamo immersi.

La frattura tra il dentro del sé
e il fuori del non sé

si risolve in una differenza di forme
cangianti di un medesimo Reale
privo di frattura alcuna.

L’io che vuol essere qui e ora

L’io che vuol essere qui e ora
è un grande, ma illusorio ostacolo al qui e ora.

Poiché il qui e ora non manca mai,
il desiderio di essere qui e ora

(o, allo stesso modo, il tentativo di eliminare tale desiderio)

è solo un qui e ora non riconosciuto.

È un fittizio altrove da dove parte
una tensione realizzativa
verso un qui e ora già presente
ma che non si autoriconosce.

“Vorrei essere acqua” sospira la follia
dell’onda che non si riconosce acqua.

L’unica “azione” possibile
è la semplice coscienza che riconosce
la tensione realizzativa

(e, se c’è, riconosce anche il tentativo di eliminarla)

la guarda e la respira.

E qualcosa accade.

Ma dire cosa accada è difficile,
perché già la parola la tradirebbe,

e la mente subito la trasformerebbe
in un fine, un oggetto da realizzare.

Invece accade solo da sé, in una
mente libera da aspettative.

Ma anche così la mente si chiede:
“Che cosa accade?”

Tuttavia è meglio una domanda
che una risposta.

La domanda è solo un desiderio di risposta
un’energia solo in cerca di definizione,
si può guardare e respirare, e se
portata all’estremo si chiama
koan, unità
di mente e domanda.

Un qui e ora adamantino
che presto o tardi implode
nell’evidenza.

La risposta invece diviene subito
un oggetto della mente,

che la mente crede di possedere
(come forse adesso la mente del lettore),
magari desidera realizzarla

ma tra sé e la risposta, quasi invalicabile
è l’illusoria frattura dell’oggettivazione.

Se durante la pratica

Se durante la pratica insorgono
stati piacevoli o spiacevoli

invece di attaccarsi agli uni
e rifiutare gli altri
trattiamoli tutti con affetto
ed equanimità

se ascoltati attentamente
guardati e respirati

rivelano tutti la
medesima realtà:

la stessa che noi siamo.

Quella fonte originaria
che tutto esprime

senza un fuori o un altrove.

Calendario pratica zen 2018-2019

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2018-19

  • Tutti i lunedì non festivi o prefestivi, dal 10 settembre 2018 al 24 giugno 2019
  • Con l’eccezione, quindi del:
  • 24 Dicembre
  • 31 Dicembre
  • 22 Aprile
  • 29 Aprile (ponte 1 Maggio)

Ore: 20.15 – 21.15

Sede: ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2018 – 2019

  • 29-30 Settembre
  • 27-28 Ottobre
  • 24-25 Novembre
  • 15-16 Dicembre
  • 26-27 Gennaio
  • 23-24 Febbraio
  • 30-31 Marzo
  • 27-28 Aprile
  • 25-26 Maggio
  • 22-23 Giugno

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle due giornate di zazen e koan solo previo colloquio personale col responsabile. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi le giornate di pratica si terranno a Rezzato (BS), nell’abitazione di proprietà degli associati.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI


Fuori e dentro

 

Chi è fuori fa le stesse identiche cose
di chi è dentro se fosse fuori:

cerca d’entrare

Chi ė dentro fa le stesse identiche cose
di chi è fuori se fosse dentro:

cerca di non aprire.

L’abbondanza di qualcuno
è la fame di altri.

Creare distanza tra dentro e fuori
è la malattia dell’io.

La separazione tra fuori e dentro
è il sonno della mente.