Sedendo in zazen
la mente è quel che è
tutto è com’è
Sedendo in zazen
la mente è quel che è
tutto è com’è
La giornata intensiva di zazen del 16 giugno, ultima della stagione di pratica iniziata a settembre, si terrà all’eremo “La Lovera” secondo il programma generale leggibile alla pagina COMUNICAZIONI. Chi fosse intenzionato a partecipare ci faccia sapere entro venerdì sera.
Il giorno dopo, domenica 17 giugno, all’eremo “La Lovera”, è prevista un’altra giornata di zazen e koan, alla quale è possibile partecipare solo previo colloquio personale col responsabile.
In zazen non dividiamo
la realtà in “questo sì” e
“questo no”.
Così, quando poi
nei molti attimi della vita quotidiana
dobbiamo invece dividere la realtà in “questo sì”
e “questo no”
è il cuore indiviso della nostra mente
a farlo e senza divisioni
non il nostro io indeciso
che brama uno e sospira all’altro
timoroso di perdere entrambi
né il nostro io diviso
che introietta a comodità
propria l’uno
e proietta fuori l’altro,
come un demone esterno
che non ci appartenga.
Quando vuoi
mandami la sera.
Una palude stagnante
dalla quale guizzano mascelle
e mandibole dentate.
Fiamme scomposte che qui
inceneriscono e qui anneriscono
il verde d’un bruciato acre.
Un cerchio e un quadrato
all’opposizione.
Un sogno di strade
dove scorre latte e miele
sempre e solo all’orizzonte.
La giornata intensiva di zazen del 26 maggio si terrà all’eremo “La Lovera” secondo il programma generale leggibile alla pagina COMUNICAZIONI. Chi fosse intenzionato a partecipare ci faccia sapere entro venerdì sera.
Il giorno dopo, domenica 27 maggio, all’eremo “La Lovera”, è prevista un’altra giornata di zazen e koan, alla quale è possibile partecipare solo previo colloquio personale col responsabile.
Alla pagina COMUNICAZIONI le modalità di contatto.
La Realtà è sempre qui, non manca mai.
È come l’aria per noi o l’acqua per il pesce:
non ha bisogno di nessun illusorio viaggio
per essere raggiunta.
Basta aprire i polmoni
e gli occhi della consapevolezza.
Sta quindi a noi se vivere in illusorio esilio
dentro il nostro io, fittiziamente separato
e contrapposto alla Realtà, percepita come un “fuori”,
come “altro”, pur essendo parte di Essa
o vivere in noi in quanto Realtà
nella quale ritroviamo sia “l’altro”
che il nostro io.
Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”
e si vive
alla confluenza azzurra di linee
siderali d’energia
che chiama Terra.
Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.
Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.
Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere
la breve meraviglia del respiro
il giorno della venuta
e quello dell’addio.
La giornata intensiva di zazen del 21 aprile si terrà all’eremo “La Lovera” secondo il programma generale leggibile alla pagina COMUNICAZIONI. Chi fosse intenzionato a partecipare ci faccia sapere entro venerdì sera.
Il giorno dopo, domenica 22 aprile, all’eremo “La Lovera”, è prevista un’altra giornata di zazen e koan, alla quale è possibile partecipare solo previo colloquio personale col responsabile.
Alla pagina COMUNICAZIONI le modalità di contatto.
Attratto dal sogno di risultati per sé
viene l’io e si siede in zazen.
Dopo un po’ di guadagni iniziali
risultati antistress aziendali, stati
piacevoli e spiacevoli
quando s’accorge che l’unico frutto vero
è attenzione e abbandono
il venir meno di surrogati, supporti
stereotipi, presunzioni di verità
idee fisse e preconcetti
– con i quali foderiamo
la nostra tana
e intessiamo la nostra corazza –
per una navigazione in mare aperto
(eppure sempre a casa)
“senza un tetto sulla testa, senza
un palmo di terra sotto i piedi”
l’io si alza, corrucciato-pretenzioso,
toccato se ne va.
Straordinario è vedere
come persone, partiti e movimenti
considerino azione
solo ciò che parte
da loro e va verso “l’esterno”.
Come fa il medico
che va a curare il malato.
Il vecchio detto:
“medico, cura te stesso”
pare non riguardarli.
Se qualcosa deve essere fatto
va relegato nel riserbo
della sfera personale, come
un optional sociale:
nessun punto qualificato di programma,
nessuna azione mirata su se stessi
come parte integrante dell’azione,
nessun accenno di lavoro
socialmente rilevante
su quel blocco psichico
che domina l’essere umano
e determina il mondo.
Su quel blocco
che si autocolloca al centro,
vede il resto della realtà
solo come un “fuori”
e non ha
una benché minima esperienza
del cuore indiviso delle cose.
Tutti protesi a cambiare il mondo
secondo il proprio ordine.
Tutti liberatori di altri.