La via spirituale non è la conquista
di una vetta che susciti il plauso delle genti.
Anche perché bisogna salire cinquanta passi
oltre la vetta e questo nessun io lo può capire
né tanto meno farlo.
La via spirituale non è la conquista
di una vetta che susciti il plauso delle genti.
Anche perché bisogna salire cinquanta passi
oltre la vetta e questo nessun io lo può capire
né tanto meno farlo.
Nessuno sulla terra ha il monopolio
della Verità.
Se c’è una Verità e se c’è un monopolio,
solo la Verità ha il monopolio di sé stessa.
I tanti che vantano di esserne i detentori
devono sapere che l’io e le sue acquisizioni
sono crinali sottili come fili di rasoio
con strapiombi tutt’intorno.
Infatti come fai un’affermazione, subito
tracci un confine tra il detto
e l’inespresso.
E a nulla serve moltiplicare le affermazioni:
moltiplicherai l’inespresso.
Così, come la mente si pensa:”io”, subito
percepisce la realtà divisa tra un centro
che chiama sé e una periferia
che è il diverso da sé.
Poi su questo illusorio fossato pochi
sono i ponti che riuscirà a costruire
ma molteplice il pianto.
In effetti, ab initio, nessun io ha mai realizzato
la propria natura
così come un paio di forbici in azione
non ha mai realizzato un tessuto intero.
Non l’io, ma la Natura originaria realizza sé stessa
nella forma umana che si è data
e ancora si dà.
Tutto questo diviene evidente quando
l’io tace,
quando prodotti ed esauriti
tutti gli sforzi possibili e immaginabili
per approdare inutilmente a qualcosa
l’io muore a se stesso e la mente respira così
come è ed è sempre stata:
“la forma è vuoto e il vuoto è forma”.
È la Realtà senza cuciture,
senza aggiunte né sottrazioni
che brilla da prima dell’alba dei tempi
a dopo la loro fine,
e respira ora
nella sua forma di essere umano.
L’ Essere semplicemente qui-ora
apre la coscienza panoramica.
Se la coscienza panoramica non si apre
non siamo semplicemente qui-ora.
D’altro canto cercare di essere
semplicemente qui-ora perché si apra
la coscienza panoramica
impedisce d’Essere semplicemente
qui-ora.
In quanto Essere semplicemente qui-ora
ignora ogni scissione in oggetto-raggiungimento
e in soggetto-avente scopo,
scioglie ogni percorso, ogni percorritore
e ogni percorrere;
perde ogni punto di partenza, ogni punto
di arrivo e ogni punto di stare,
perché tutti li comprende.
“Auschwitz sta figliando nel mondo
non sentite l’odore del fumo?”
Danilo Dolci
A chi nell’ombra della sera medita
A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno
A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:
causa sorgente della Rivoluzione
A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira
Ode.
(pubblicato la prima volta il 9 agosto 2017)
Per l’io tutto lo spazio-tempo che intercorre
tra un punto di partenza e quello d’arrivo
è sofferenza, lungaggine, tempo
morto da rimuovere.
Il suo sogno è lo schiocco di dita, il teletrasporto,
la scomposizione nel luogo di partenza e la rimaterializzazione
istantanea in quello d’arrivo.
Così per l’io è tempo perso tutto ciò
che partendo da un punto del tempo-spazio
non porti ad un altro che presenti
realizzazioni tangibili.
Meccanismo utilitario insuperabile, l’io annaspa
dove non vede scopi, risultati, mezzi e fini.
Ma ciò che è perdita di tempo per l’io,
per l’autocoscienza della mente è
lucida consapevolezza dell’essere:
dove il punto di partenza appartiene
alla medesima realtà del punto d’arrivo
(e di ogni “punto” dell’universo)
e lo spazio-tempo che intercorre
tra i due coincide in ogni istante, in ogni punto,
col punto di partenza e col punto d’arrivo.
Per l’autocoscienza della mente ogni viaggio
è un viaggio immobile, e il risultato è ogni passo.
Questa coscienza “dimora nel movimento stesso”
ed è sempre “a casa pur essendo sulla strada”.
È con questa coscienza che le funzionalità dell’io,
la sua efficienza, la ricerca di tangibili risultati
non si trasformano in alienazione,
in un massacro narcisistico quotidiano
“pieno di rumore e di furia, senza
significato alcuno”.
Carissimo amico, compagno di pratica,
silenzioso suonatore di gong
in tanti ritiri Zen
maestro di Dharma nella bianca Cecina
“non è mai perdersi, se a volte ci si allontana …”
ha detto un poeta.
E questo ti scrivo, nella grande trasformazione
in cui tutto vive, e tutti ci accomuna:
Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”
e si vive
alla confluenza azzurra di linee
siderali d’energia
che chiama Terra.
Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.
Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.
Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere
la breve meraviglia del respiro
il giorno della venuta
e quello dell’addio.
“Il fine [spirituale] si realizza a patto di non porselo.”
Perché, cosa succede se ce lo poniamo?
Succede che dividiamo illusoriamente
la realtà in un soggetto che cerca
e in un oggetto cercato.
E fanno due; tre con l’azione
di cercare.
Ogni volta che oggettiviamo,
ci alieniamo illusoriamente dalla parte
di realtà oggettivata, la rendiamo esterna,
separata da noi.
Dopo di che abbiamo bisogno
di colmare la distanza che abbiamo
illusoriamente creato fra noi e questa
parte della realtà oggettivata.
Ma finché dura la scissione che la alimenta,
la distanza non potrà mai essere colmata.
È come il cane che cerca di mordersi la coda.
Ogni suo movimento per prenderla
sembra avvicinarla
ma in realtà la tiene distante
quel tanto che basta da renderla imprendibile.
Il cane si lancia in un giro vorticoso
destinato all’insuccesso
per afferrare una cosa che non ha nessun
bisogno di afferrare, perché è già parte di sé.
La Scienza è il regno delle certezze provvisorie.
Ed è onesto che sia così: ogni risposta
porta con sé altre domande,
in un viaggio perenne.
Come a dire: “Lo stato attuale è questo,
ma proseguiamo indefinitamente le ricerche.”
Uno il cosmo, ma incalcolabili le stelle.
Ed a ogni tappa qualcosa si guadagna
e qualcosa va perduto.
In questo specchio di coscienza
ci possono stare tutti i pensieri del mondo
tutto il pianto e il riso degli esseri
Può contenere odio o sete di giustizia
interagire con amore e compassione
eppure questo specchio di coscienza
rimane cavo e incontaminato.
Questa notte il prato illuminato
dalla luna
Stamattina la pioggia sommessa
che tamburella la sua canzone.

