Ricordo di Renzo Baldo

Nelle sue passeggiate sui monti dell’Alto Garda, il professore arrivò un giorno anche al nostro eremo. La prima volta che ci eravamo visti, molti anni prima, lui era il responsabile della pagina culturale di uno dei due quotidiani di Brescia, mentre l’ultima volta eravamo insieme nella giuria di un Premio letterario legato alla poesia in dialetto bresciano.

Poi ci eravamo persi di vista. Fu un incontro gioviale: sorridente e profondo il professore; ricche di cose da dire le nostre due mogli. Non seppi mai se la visita fosse stata fortuita o voluta, ma di certo ne uscimmo con un invito a pranzo a casa sua, pochi metri quadri a Sasso, non troppo distante da noi. Sasso è una bella frazione montana di Gargnano, giusto prospiciente il massiccio del vulcano spento che si eleva sulla sponda veronese del Garda e che, certo con un’ombra di divertita constatazione da parte del professore, porta il suo stesso nome: Baldo.

Lo spettacolo della luna che sorge dietro la cima, innevata d’inverno, e rosso fuoco al tramonto fino al violaceo, e virante al grigio cinereo allo scendere della sera, la calma fresca dei monti e luccicante delle luci, sulle rive, nelle notti limpide d’estate, devono essere state tra le cose di cui maggiormente ha goduto, sollevando la testa dai libri, camminando sui sentieri a mezza costa tra la montagna e l’acqua, o durante qualche sosta contemplativa. Il professore aveva un senso acceso del sacro, e nella loro laicità le sue poesie ne portano traccia profonda e testimonianza. Non era il sacro della religione che divide, ma quello della vita che unisce, come nella sua orazione funebre qualcuno ha voluto ricordare.

Di cosa parlammo in quel pranzo d’incontro a casa sua? Non è molto importante per voi lettori, ma sappiate che il professore, già ultraottantenne, tenne a lungo il punto e mi sovrastò di testa e di spalle, se non di spirito, con una capacità di ascolto, però, e di rispetto, amichevole e semplice. Così lo ricorderemo, mia moglie ed io: seduto a conversare e poi su qualche sentiero, ancora in cammino.

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