4 Novembre, non festa ma riflessione

Ho visto gli scaffali vuoti di colpo
all’annuncio della guerra del Golfo.
Non ci sono dubbi: come la folla
degli io impazziti in fuga calpesta
chiunque si trovi davanti, così
nella quotidiana guerra della
sopravvivenza ai danni dell’altro
si calpesta tutto quello che è necessario
calpestare per tirare avanti se stessi.

In caso di guerra futura o ti ammazzeranno
le armi o il tuo vicino se credesse
così di poter sopravvivere.

Oppure sarai tu a uccidere.

“Ogni posto ritenuto sicuro sarà preso
d’assalto, e la morte a causa del fuoco
nucleare sarà sostituita dalla morte
per la ferocia degli stessi sopravvissuti”.
(Fabio Mini, Che guerra sarà, Il Mulino, 2017)

 

2 pensieri riguardo “4 Novembre, non festa ma riflessione

  1. Io penso, però, che l’uomo abbia anche una parte dentro di sé che può consentirgli di reagire divesamente e dire no al verificarsi di questo tipo di scenario

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