

Abbandona la tensione nelle braccia.
Abbandona la tensione nelle spalle.
Abbandona la tensione nella schiena.
Abbandona la tensione nel respiro.
Abbandona la tensione negli occhi.
Abbandona la tensione nel pensiero.
Abbandona la tensione dell’attesa.
Abbandona anche la tensione
e il pensiero dell’abbandono.
Dice il poeta: “il naufragare
m’è dolce in questo mare.”
“Il mio Regno non è di questo mondo”
ha significati meno stellari
dei cieli.
E “date a Cesare quel che è
di Cesare” non vuol dire
lasciargli la Terra.
Questo mondo, questa terra,
è l’espressione e la sommatoria finale
di quel meccanismo psichico,
(frattura illusoria della Realtà omniforme
e ineffabile)
che chiamiamo “io”
e domina l’essere umano
con tutto il suo carico di sofferenze
imposte e subite,
appena mitigato da un amore
che non ha basi psichiche
esperienziali e spirituali
sufficienti, nella maggior
parte dei casi, per estendersi
oltre sé stessi e la
propria cerchia.
Risveglio e compassione
danno sostanza psichica
ed esperienza all’amore
relativizzando l’io, da dominante
a processo servente, distinto
ma non separato:
Espressione autoconsapevole
della Realtà.
Questo è il Regno, questa la terra
promessa alla nostra vita
quotidiana.
DIALOGHI DI DISARMO
LA DIFESA NONVIOLENTA
Venerdì 10 aprile 2020, dalle ore 17.00 alle 17.20, diretta FB “Dialoghi di disarmo”: Francesco Vignarca (Rete Italiana Disarmo) intervista Mao Valpiana (Movimento Nonviolento) su “Pandemia Covid-19 e Difesa civile non armata e nonviolenta”.
Qui:
e qui:
(visibile anche in differita)
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Movimento Nonviolento
via Spagna, 8- 37123 Verona
Se volete evitare una sofferenza, uno stato mentale
spiacevole, assumetelo.
Se volete scioglierlo, tenetelo davanti a voi
nel campo globale e visivo della coscienza.
Non cercate di evitarlo o scioglierlo.
Non colpitelo con la tensione,
lo sforzo, il desiderio
che non ci sia.
Se lo spirito autentico
è di respirarne la natura
(la vostra, l’Uno)
e non un tentativo furbesco, ancora
di eliminarlo, rivelato dalla frase:
“eh, ma non si scioglie!”
si scioglierà da solo
mentre paradossalmente
cercherete di trattenerlo.
Inutile dire – ma è bene ribadirlo –
che questo lavoro interno
non sostituisce il lavoro esterno
di rimuovere le cause di salute, economiche
o sociali dello stato mentale spiacevole,
della sofferenza.
La serenità interiore si sposa con l’azione sociale
e politica, con la sete di pace e di giustizia
e non con l’inazione.
Non è infatti vero che la pace interiore (essa stessa dinamica)
smorzi l’azione, mentre lo stato spiacevole,
la rabbia siano il motore di una rivoluzione vera.
Il dissidio mentale è il motore di una rivoluzione subito tradita,
questo sì. Tradita storicamente dopo pochi anni.
Tradita subito, di spirito e di fatto.
La libertà interiore, la serenità d’animo
acquisita non dimentica invece le cause
dello stato spiacevole, dell’ingiustizia.
Al contrario impiega tutta la potenza
della pacificazione mentale
per un’azione vera,
nonviolenta e radicalmente alternativa
a quell’ambito mentale e sociale
che causò la sofferenza, la contraddizione
l’ingiustizia.

Come il cibo è un sapore
così è un’esperienza il risveglio
Le parole possono descrivere,
indirizzare e pungolare, sostituire mai
la luna che splende alta nel cielo.
Il suono dell’acqua non calma
la sete, né l’aroma calma la fame
Non si offrono concetti, non si gettano
nemmeno di saggezza
perle agli affamati.
Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa o dovunque ci troviamo, idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.
Siamo una piccola ondulazione dell’universo
che per una scintilla, un fiato di tempo
si guarda allo specchio e si dice:
“sono un essere umano”
e si vive
alla confluenza azzurra di linee
siderali d’energia
che chiama Terra.
Per cecità e ignoranza propaghiamo
guerre, ci affanniamo nei giorni
disseminiamo ferite.
Per coscienza e risveglio
ci sappiamo schiuma
ci riconosciamo universo.
Per compassione e moto d’animo
salutiamo in noi e in ogni essere
la breve meraviglia del respiro
il giorno della venuta
e quello dell’addio.
Perdurando la chiusura del centro, per l’emergenza virale in corso, rinnoviamo l’invito a tutti, questa sera, a sedere in meditazione a casa od ovunque ci troviamo, idealmente insieme, psicologicamente e spiritualmente uniti, a beneficio di tutti gli esseri. Ricordiamo la pratica del mattino (ore 7.00) con Sanboji, ma non domani martedì 31 marzo: giornata di silenzio. Esortiamo alla rilettura dei post precedenti e vi abbracciamo idealmente tutti, a partire dai sofferenti e dalle famiglie in lutto.