CALENDARIO PRATICA ZEN 2024-2025

Tutto è impermanente nel “mondo fluttuante”, e noi non siamo un’eccezione. La nostra età ne porta i segni e i relativi acciacchi. Tuttavia, e finché è nelle nostre possibilità, siamo qui a proporre un nuovo anno di pratica, che è come un fiume incessante che attraversa anche l’impermanenza e ci consente di essere ovunque nell’universo, senza mai allontanarci da casa.

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2024-2025

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dal 09 settembre 2024 al 30 giugno 2025. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 23 Dicembre (Ponte S.Natale)
  • 30 Dicembre (Ponte Capodanno)
  • 06 Gennaio (Epifania)
  • 21 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 28 Aprile (Ponte 1 Maggio)
  • 02 Giugno (Festa della Repubblica)

Orario: dalle ore 20.15 alle ore 21.15

Sede (salvo emergenze sanitarie): ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 Presentarsi puntuali alla pratica.

2 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

3 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

4 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

5 – Pagare puntualmente, ad inizio mese, il contributo spese mensile per l’affitto della sala e la tessera ARCI ad inizio anno.

6 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

7 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2024-2025

  • 28-29 Settembre
  • 26-27 Ottobre
  • 23-24 Novembre
  • 31 Dicembre 2024 – 1 Gennaio 2021
  • 22-23 Febbraio
  • 29-30 Marzo
  • 24-25 Maggio
  • 28-29 Giugno

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle giornate di pratica solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi, le giornate di pratica si terranno al Centro di Via Scuole, 34 Brescia. In tal caso, tutti saranno informati con apposito comunicato.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Gassho a tutti gli esseri

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 6

È tipico dell’io, che sente in sé
la propria innata fragilità, cercare
di afferrarsi a qualcosa di solido.

Ma non c’è niente di solido
al quale afferrarsi, tutto è
impermanente.

Ed è proprio il non afferrarsi
a qualcosa di solido,

“sopra la testa non un tetto
sotto i piedi non un palmo di terra”

a essere il solido, l’Immobile
che è il movimento stesso.

Ed è ancora tipico dell’io
plasmare il divino a propria
immagine e desiderio:

un affrescato signore con la barba bianca
una bellezza composta e radiosa

e poi ergersene a paladini,
autoproclamarsi suoi autentici interpreti:

“Dio è con noi!”
(mai con gli “altri”)

Salvo magari iniziare a perdere la fede,
irritarsi e piagnucolare

perché siffatta divinità resta assente,
ai nostri dolori sorda e muta.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 5

La Vita è in sé la pienezza
del respiro e dell’essere.

Ogni volta che ci sediamo in zazen
sediamo nella pienezza della Realtà

così com’è e come si manifesta
proprio qui e proprio ora.

Semplicemente presenti,
senza nemmeno l’azione di essere
presenti.

E nulla possiamo fare, aggiungere
o togliere, che non sia già incluso
e dalla Realtà non scaturisca.

Quando poi ci alziamo, ugualmente
siamo nella pienezza della Realtà,

secondo le forme
con le quali si presenta:

“Quando abbiamo fame mangiamo,
quando abbiamo sonno dormiamo…”

E quando incontriamo la sofferenza,
nostra e altrimenti nostra, cioè
quella altrui,

lavoriamo a risolverla e a risolvere
le sue cause, oppure a vivere ciò
che non può essere risolto

grazie al discernimento, secondo l’antico
detto, di ciò che può essere risolto
da ciò che risolvere non si può.

Riceviamo e diffondiamo

*

Hiroshima 6 agosto 1945 – Nagasaki 9 agosto 1945

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

Associazione Zen “La Lovera”

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 4

Il caso

In sogno, la maestra di meditazione chiese:

“Cosa hai intenzione di fare? 

Perché tu indossi il nostro abito tutto il giorno!”

“Non è il vostro abito – rispose il bodhisattva –

è l’abito dell’Universo”.

Commento:

Ogni segno di appartenenza è un segno di separazione.
Ogni segno identitario genera esclusione.

L’unico segno identitario che non fa male
è la porta senza porta dell’universale.

Infatti l’unico, vero segno identitario per un’onda
che già si classifica corta, lunga, cava o ribollente,
è l’esperienza di essere oceano;

ovvero quella di realizzare la nostra natura
e qui trovare il cuore di tutti.

Il resto sono appartenenze
subordinate a quella universale,

segni identitari che s’attaccano 
all’io che li cerca e scavano
dolorose trincee.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 2

Il problema non è sapere che tipo di coscienza sia
quella dell’intelligenza artificiale, basta
staccare la spina per saperlo.

Il problema è capire che tipo di coscienza
sia la nostra, e non basta, non puoi
staccare il respiro per saperlo.

*
L’io si dà da fare a cercare soluzioni di qui e di là,
celebra convegni, studi e riflessioni, elabora
parole, discorsi e affabulazioni,

ma mai che gli venga in mente
d’essere lui il primo problema.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 1

La definizione è una stanza chiusa
e nella sua pretesa di catturare l’oggetto
è anche una stanza vuota.

La teorizzazione è un castello
di stanze chiuse e vuote.

L’indicazione, se valida, è un segnavia
e ha un semplice valore d’esperienza e d’uso.

A poco serve, quindi, attardarsi a disquisire
se volete volgervi verso la luna.

Riceviamo, sosteniamo e diffondiamo

SOSTEGNO INTERNAZIONALE URGENTE !
OBIEZIONE DI COSCIENZA ANCHE IN BIELORUSSIA

Con la Campagna di Obiezione alla guerra, sosteniamo concretamente gli obiettori di coscienza in Russia, Bielorussia e Ucraina.
Una nuova mobilitazione per il primo caso di obiettore di coscienza politico che rifiuta la mobilitazione della Bielorussia.

Vedi qui, sul sito del Movimento Nonviolento, la notizia completa:
https://www.azionenonviolenta.it/sostegno-internazionale-urgente-obiezione-di-coscienza-anche-in-bielorussia/

ciao,
mao valpiana

Dopo l’Ucraina e la Russia, anche la Bielorussia registra i primi casi di obiettori di coscienza politici che rifiutano di partecipare alla mobilitazione militare per la guerra in corso.

Dvarashyn Vitali è un obiettore, sostenuto dai movimenti nonviolenti che sta affrontando la prospettiva di scontare una lunga pena detentiva in Bielorussia.

Vitali, classe 1969, nel 1990 era entrato nell’esercito. Tuttavia, dopo aver maturato una coscienza antimilitarista, ha preso la decisione di rifiutarsi di imbracciare le armi e si è dimesso volontariamente dal servizio, lasciando l’esercito il 15 luglio 1998. Da allora, ha cercato di condotto una vita pacifica ed ha evitato qualsiasi coinvolgimento con il mondo militare.

Nel 2020 Vitali ha anche partecipato alle proteste bielorusse contro le elezioni falsificate dal regime di Lukashenko. Vitali, insieme ad altri del movimento democratico, ha bloccato le strade di Vitebsk per impedire il passaggio dei furgoni della polizia che arrestavano manifestanti detenuti disarmati.

Quando iniziò la guerra in Ucraina, Vitali temeva che, in quanto ex militare, sarebbe stato mobilitato con la forza nell’esercito bielorusso e mandato a combattere in Ucraina. Si è rifugiato in Lituania l’8 marzo 2022 e da allora non è più tornato in Bielorussia, per paura di essere arruolato con la forza. Pochi giorni dopo la partenza di Vitali per la Lituania, gli agenti di polizia sono arrivati ​​al suo indirizzo registrato nella città di Vitebsk con un mandato di perquisizione e arresto. Come spiegato alla madre di Vitali dagli agenti di polizia, ciò era dovuto a un procedimento penale avviato contro Vitali nella città di Baranovichi per aver definito le forze dell’ordine bielorusse “assassini e carnefici” su Facebook.

Il 15 giugno 2023, l’associazione pacifista bielorussa Our House ha preparato e presentato tutti i documenti necessari affinché Vitali possa richiedere lo status di rifugiato politico in Lituania.

Il 19 giugno 2023 l’Ufficio migrazione lituano ha rinchiuso Vitali a forza in un campo profughi a 100 chilometri da Vilnius, che è essenzialmente una struttura simile a una prigione; lo stanno sottoponendo a maltrattamenti basati unicamente sulla sua passata esperienza militare. Ci sono le sbarre alle finestre, gli hanno fornito del cibo ma è costretto a mangiare senza cucchiaio e forchetta, perché messo in isolamento.

Permane il rischio della sua espulsione dalla Lituania e deportazione in Bielorussia per la sua partecipazione ad azioni a sostegno degli obiettori di coscienza.

Our House chiede il nostro sostegno, che come Movimento Nonviolento stiamo già dando con la Campagna di Obiezione alla guerra https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/

Siamo invitati ad inviare lettere di sostegno a favore di Vitali e della sua posizione di coscienza.

Vi invitiamo a inviare una lettera di sostegno al Dipartimento della migrazione lituano all’indirizzo info@migracija.gov.lt  con CC al Centro internazionale per le iniziative civili “Our House” all’indirizzo info@nash-dom.info

Il nostro supporto sarà molto apprezzato.

Info e aggiornamenti su https://news.house

-- 
--------------------------------------
Mao Valpiana - Verona

Uscendo dal ritiro Zen di Giugno

“Cos’è zazen?”

“Zazen è semplicemente sedere

nello stato naturale della mente”.

“E qual è lo stato naturale della mente?”

“È quello che vive tutti i tuoi sforzi,

ma non ne fa alcuno”.

“Cosa si deve fare in zazen?”

“Zazen non è il regno del devo o non devo”.

“Allora cosa si può fare in zazen?”

“Tutto, se ne sei cosciente”.

“E quando siamo coscienti?”

“Quando un pensiero si forma, lo vediamo. Quando

un rumore sorge lo sentiamo, quando

una sensazione nasce la proviamo, quando

c’è silenzio lo avvertiamo. Il respiro avviene da sé.

Ogni cosa è mirabilmente ciò che è, fuggente

ed eterna, unica e corale. E la coscienza che

sperimenta, lo sperimentare e ciò che è

sperimentato sono Uno”.

“E se la coscienza si perde?”

“Viene il momento che si ritrova, come un delfino salta,

e come una balena riemerge e soffia”.

*

Un grazie a tutti i partecipanti.
Possa questa pratica essere di beneficio
a tutti gli esseri