In ricordo di Franco Loi

Mögiàa abelaze ‘l Garza sóta l’asfalt

quan che ta portàet
l’ombra dei tò fianch a le fontane
e ta disìet: “Iše mör el nòs temp”.

E me capìe che la sarès riada la sera
a cöntà i tò pas dre a le strade de Brèša.

Me sintìe che la sarès vignida la sera
a scultà la tò us söi mür de Santa Chiara.

E piö nišü ciòch a distürbà la nòt.

Le strade di Brescia – Muggiva adagio il Garza sotto l’asfalto / quando portavi / l’ombra dei tuoi fianchi alle fontane / e dicevi: “Così muore il nostro tempo”. // E io capivo che sarebbe arrivata la sera / a contare i tuoi passi per le strade di Brescia. // Io sentivo che sarebbe venuta la sera / ad ascoltare la tua voce sui muri di Santa Chiara. // E più nessun rumore/ubriaco1 a disturbare la notte.

1Traduzione impossibile: “ciòch” in dialetto bresciano è sia “rumore” che “ubriaco”. E un bresciano legge: “E più nessun rumore a disturbare la notte” , un altro: “E più nessun ubriaco a disturbare la notte”; mentre un altro ancora si ferma incerto e prova ad alternare i significati. Nessuno dei tre sbaglia. È bene che l’ambiguità della doppia valenza rimanga: la suggestione della poesia non è un manuale di istruzioni, per questo onoriamo un uomo e un poeta autentico.

Lunedì di pratica Zen – 11

Rinnoviamo l’invito: Zazen – kinhin – zazen, ore 20-21. Ogni ora è un’ora buona per praticare presenza mentale in zazen, kinhin e azioni quotidiane. Sapere, però, che volti e cuori che già hanno praticato insieme – trovando tempo e spazio per farlo – ancora trovano tempo e spazio ideale per tornare a farlo nello stesso giorno, alla stessa ora, fisicamente distanti, ma fianco a fianco nella pratica comune, già costituisce un respiro di liberazione dalle costrizioni anticovid e da quelle dell’ego. Gassho a tutti gli esseri e un amorevole sostegno ai più sofferenti.

A Molly che è nata oggi
ma c’era già ventisette anni fa.

Il suo volto originario, invece
respira ineffabile da un tempo
senza inizio e senza fine.

Possa l’onda scoprire
d’essere oceano.

Uscendo dal ritiro di gennaio

L’avevamo scritto:

Sedersi in meditazione quando le luci delle città, laggiù nella pianura, ebbre vanno a dormire e rialzarsi nell’alba del mondo. Quale notte bianca dello spirito ha da essere in ogni convento, monastero e luogo di pratica disseminato sulla terra!

e l’abbiamo fatto.

Come tante volte prima. Stavolta all’inizio di un anno che – al solito – può promettere solo ciò che gli esseri umani daranno.

Passiamo ogni giorno per strade
tenute in ordine da altri

prima di arrivare al tratto di strada
tenuto in ordine da noi.

Le strade poderali richiedono da millenni
condivisione e sforzi comuni.

Tale è la civiltà dove basta muovere
un passo oltre il proprio recinto

per lavorare sulla strada di tutti.