Hiroshima, Nagasaki e la mente di guerra: quattro riflessioni sull’ordinaria alienazione – 4

Con la stessa forma mentale, lo stesso
modo di fare, gli stessi meccanismi
economici con i quali abbiamo

contribuito a fabbricarli questi disperati,
questi scarti, questi sconfitti, questi
rifiuti, questi “stranieri di merda”,

questi disuguali tra le più
accese disuguaglianze

(e peggio ancora se hanno la macchina,
hanno studiato e osano darsi un tono
questi “ladri di lavoro”)

ora li respingiamo, li rifiutiamo
non li vogliamo vedere

nemmeno dipinti
questi uomini, queste donne
questi bambini

che agitano le nostre paure

e scuotono la nostra fragile
condizione,

che ci rammentano la violenza
del nostro vivere,

la caduta sociale in agguato
ad ogni angolo

la china scivolosa del perdente

e il pozzo in cui ognuno
ha il terrore di cadere.

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