Non sono animali

Non sono animali
i terroristi di Hamas

ma proprio uomini che fanno
ciò che nella Storia si ripete.

Nessun animale arriverebbe
a praticare tanto ludibrio
e tanto orrore.

Ma non sono animali
nemmeno i civili palestinesi

e nessun animale meriterebbe
la loro sofferenza.

Far nascere orrore da orrore
è proprio degli uomini

dominati da sé stessi
e dalle loro interne cecità.

*

Nessuno può giustificare i propri crimini
con i crimini che gli altri ci hanno fatto.

I nostri crimini rimangono crimini 
e rimangono nostri.

E i crimini degli altri rimangono loro
e rimangono crimini.

Crimini nostri e crimini altrui uniti
nella strage degli innocenti.

Uscendo dal ritiro Zen di Aprile

L’essere umano non è causa passiva della Storia,
un burattino delle circostanze, una fragile casa
nelle tempeste.

Pur evanescente incrocio di correnti e infinite cause,
l’essere umano è una forma senziente
e ha voce alta nel destino.

Non di quello fisico, ché tutti dobbiamo
qui esalare l’ultimo respiro, e la malattia
mette il punto all’ultima parola.

L’essere umano ha la voce alta nel destino
di consapevolezza, chiarezza, compassione
(ah, l’amore …) e azione.

-Ma la guerra – direte – l’orrore, la predazione
del più debole … –

E questo non rende più evidente la voce
dell’essere umano nel destino?

Noi ci forgiamo l’inferno, non Dio, non il Fato.
Nessun destino iperuranico, solo la mente
e ciò che fa.

La mente ci salva, la mente ci perde.

Il soldato russo che si rifiuta di aggredire l’Ucraina
è causa attiva della Storia, come lo è il soldato
americano che obbedisce e vaporizza
vecchi, donne e bambini a Hiroshima
e Nagasaki.

E ambedue costruiscono un presente
ed un destino diversi.

A quale vogliamo contribuire?