Un’amorevole scienza della mente

Oltre che una religione il buddhismo
mi pare un’amorevole scienza della mente

con le formule che sono i sutra,
con i laboratori che sono i gompa e i dojo
con le sperimentazioni che sono le pratiche,
con il campo di applicazione che è la vita quotidiana,
con le interazioni tra uomini e donne di ricerca che sono il sangha.

E con la com-passione
per sé e tutti gli esseri.

A Nagasaki fu nel 1945 9 agosto

 

“Auschwitz sta figliando nel mondo
non sentite l’odore del fumo?”

 

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

6 Agosto 1945: “Il mio Regno non è di questo mondo”

“Il mio Regno non è di questo mondo”
ha significati meno stellari
dei cieli.

E “date a Cesare quel che è
di Cesare” non vuol dire
lasciargli la Terra.

Questo mondo, questa terra,
è l’espressione e la sommatoria finale
di quel meccanismo psichico,

(frattura illusoria della Realtà omniforme
e ineffabile)

che chiamiamo “io”
e domina l’essere umano
con tutto il suo carico di sofferenze
imposte e subite.

Appena mitigato da un amore
che non ha basi psichiche
esperienziali e spirituali
sufficienti, nella maggior
parte dei casi, per estendersi
oltre sé stessi e la
propria cerchia.

Risveglio e compassione
danno sostanza psichica
ed esperienza all’amore

relativizzando l’io, da dominante
a processo servente, distinto
ma non separato:

Espressione autoconsapevole
della Realtà.

Questo è il Regno, questa la terra
promessa alla nostra vita
quotidiana.

 

Se non volete vedere migranti

Se non volete vedere migranti
nascondete lo specchio

Come possono cessare

se non cessano le loro guerre
che sparano con le nostre armi

se non cessa la loro fame
che morde con i nostri mercati

sono gli stessi mercati che prendono
nove mele su dieci che ci sono,

e lasciano a digrignare i denti
gli uni contro gli altri

sull’ultima che rimane
i poveri d’Europa e del mondo.

Se non volete vedere migranti
rendiamoci migranti dello spirito,
scuotetevi, ereditiamo la terra
superiamo la visione angusta
del piccolo io

che ci rende dei miserabili,

inutilmente cercando
di passare per la cruna dell’ago.

Le due libertà

Ci sono due libertà.

La prima è quella fisica, sociale,
è unita alla giustizia e alla pace
e va perseguita assiduamente giorno
dopo giorno.

La seconda è la libertà della mente, dello spirito
ed è indipendente da ogni circostanza.

Benché spesso richieda una vita,
si può realizzare in un istante,
anche nella più profonda delle galere,
e davanti al patibolo.

Lungo il cammino per la prima
ci si accorge che non ci sono frutti duraturi
senza la seconda.

La ricerca della libertà della mente, invece
può partire da sé o dal pianto
per il mondo

non richiede che la ricerca della prima
venga sospesa

(Semmai sono i ricercatori della prima
che tendono a sospendere la seconda…)

ma basta a sé stessa.

Tuttavia, porta in sé una sensibilità tale
per cui non c’è libertà della mente

che si esprima

senza impegno nel mondo
senza amore per l’uomo.