Puoi vivere la vita dell’io
e dipendere dalle circostanze
o puoi vivere la vita dell’esperienza reale
e pur interagendo con le circostanze
non esserne asservito.
Puoi vivere la vita dell’io
e dipendere dalle circostanze
o puoi vivere la vita dell’esperienza reale
e pur interagendo con le circostanze
non esserne asservito.
Non potete dire
che tutti i cigni sono bianchi
finché non li avrete visti tutti.
Potete invece dire
che non tutti i cigni sono bianchi
se ne vedete anche uno solo
di altro colore.
Ma dato che nessuno
può essere sicuro di averli visti tutti, e nessuno
può dire se un giorno o l’altro
ne incontrerà uno nero
nessuno può affermare con certezza
né che sono tutti bianchi
né che non lo sono.
Le nostre categorie, così
come la scienza, sono il regno
delle certezze provvisorie
e non è il caso di attaccarvisi
troppo, visto che la realtà
le supera costantemente.
Le trincee scavate dai segni identitari
insegnano che chiudersi in categorie
e definizioni è assai rassicurante
ma è chiudersi alla vita.
Perciò qualcuno ha detto:
Usare i nostri schemi per sperimentare
la realtà è delusione
Sperimentare la realtà per conoscere
noi stessi è illuminazione.

La nostra vita passa
tra un tentativo e l’altro dell’io
di attaccarsi da qualche parte.
Il suo bisogno di sorreggersi
segnala la sua fragilità
costitutiva.
Non cercate di ancorarvi
all’onda mutevole e fluttuante
non chiudetevi in identità fittizie.
Scoprite
la vostra natura oceanica,
e fatela scoprire
alle trincee in guerra.
Balza ancora più evidente
seduti in meditazione
la ruota di sofferenza e sopraffazione
nella quale sono avvolti gli esseri umani.
Invitiamo tutti, quindi, iniziando da noi stessi,
a sedere in consapevolezza
ed in consapevolezza agire
come persone che sanno quello che fanno
e non aggiungono altre ferite
al cuore del mondo.

Siamo venuti a concludere il ritiro nell’eremo,
il piccolo podere sui monti
dove manca di tutto, dove le cose da fare sembrano
molte di più delle cose già fatte, e sarà cosī
fino alla fine.
Ma una cosa non manca, qui
dove i boschi guardano la grande anima del Garda
come pure non manca
in ogni punto consapevole dell’universo:
la gioia della nostra natura.
Tutto è impermanente nel “mondo fluttuante”, e noi non siamo un’eccezione. La nostra età ne porta i segni e i relativi acciacchi. Tuttavia, e finché è nelle nostre possibilità, siamo qui a proporre un nuovo anno di pratica, che è come un fiume incessante che attraversa anche l’impermanenza e ci consente di essere ovunque nell’universo, senza mai allontanarci da casa.
CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2024-2025
Orario: dalle ore 20.15 alle ore 21.15
Sede (salvo emergenze sanitarie): ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia
Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi
Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini
Note e regole di base:
1 – Presentarsi puntuali alla pratica.
2 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.
3 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.
4 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.
5 – Pagare puntualmente, ad inizio mese, il contributo spese mensile per l’affitto della sala e la tessera ARCI ad inizio anno.
6 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.
7 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.
Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI
EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2024-2025
Note:
Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).
1 – E’ possibile partecipare alle giornate di pratica solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.
1.1 – Chi ha già partecipato alle giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.
2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.
3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.
4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.
5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi, le giornate di pratica si terranno al Centro di Via Scuole, 34 Brescia. In tal caso, tutti saranno informati con apposito comunicato.
6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.
Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI
Gassho a tutti gli esseri
Hiroshima 6 agosto 1945 – Nagasaki 9 agosto 1945
A chi nell’ombra della sera medita
A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno
A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:
causa sorgente della Rivoluzione
A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira
Ode.
Associazione Zen “La Lovera”
