Riceviamo, sosteniamo e diffondiamo

SOSTEGNO INTERNAZIONALE URGENTE !
OBIEZIONE DI COSCIENZA ANCHE IN BIELORUSSIA

Con la Campagna di Obiezione alla guerra, sosteniamo concretamente gli obiettori di coscienza in Russia, Bielorussia e Ucraina.
Una nuova mobilitazione per il primo caso di obiettore di coscienza politico che rifiuta la mobilitazione della Bielorussia.

Vedi qui, sul sito del Movimento Nonviolento, la notizia completa:
https://www.azionenonviolenta.it/sostegno-internazionale-urgente-obiezione-di-coscienza-anche-in-bielorussia/

ciao,
mao valpiana

Dopo l’Ucraina e la Russia, anche la Bielorussia registra i primi casi di obiettori di coscienza politici che rifiutano di partecipare alla mobilitazione militare per la guerra in corso.

Dvarashyn Vitali è un obiettore, sostenuto dai movimenti nonviolenti che sta affrontando la prospettiva di scontare una lunga pena detentiva in Bielorussia.

Vitali, classe 1969, nel 1990 era entrato nell’esercito. Tuttavia, dopo aver maturato una coscienza antimilitarista, ha preso la decisione di rifiutarsi di imbracciare le armi e si è dimesso volontariamente dal servizio, lasciando l’esercito il 15 luglio 1998. Da allora, ha cercato di condotto una vita pacifica ed ha evitato qualsiasi coinvolgimento con il mondo militare.

Nel 2020 Vitali ha anche partecipato alle proteste bielorusse contro le elezioni falsificate dal regime di Lukashenko. Vitali, insieme ad altri del movimento democratico, ha bloccato le strade di Vitebsk per impedire il passaggio dei furgoni della polizia che arrestavano manifestanti detenuti disarmati.

Quando iniziò la guerra in Ucraina, Vitali temeva che, in quanto ex militare, sarebbe stato mobilitato con la forza nell’esercito bielorusso e mandato a combattere in Ucraina. Si è rifugiato in Lituania l’8 marzo 2022 e da allora non è più tornato in Bielorussia, per paura di essere arruolato con la forza. Pochi giorni dopo la partenza di Vitali per la Lituania, gli agenti di polizia sono arrivati ​​al suo indirizzo registrato nella città di Vitebsk con un mandato di perquisizione e arresto. Come spiegato alla madre di Vitali dagli agenti di polizia, ciò era dovuto a un procedimento penale avviato contro Vitali nella città di Baranovichi per aver definito le forze dell’ordine bielorusse “assassini e carnefici” su Facebook.

Il 15 giugno 2023, l’associazione pacifista bielorussa Our House ha preparato e presentato tutti i documenti necessari affinché Vitali possa richiedere lo status di rifugiato politico in Lituania.

Il 19 giugno 2023 l’Ufficio migrazione lituano ha rinchiuso Vitali a forza in un campo profughi a 100 chilometri da Vilnius, che è essenzialmente una struttura simile a una prigione; lo stanno sottoponendo a maltrattamenti basati unicamente sulla sua passata esperienza militare. Ci sono le sbarre alle finestre, gli hanno fornito del cibo ma è costretto a mangiare senza cucchiaio e forchetta, perché messo in isolamento.

Permane il rischio della sua espulsione dalla Lituania e deportazione in Bielorussia per la sua partecipazione ad azioni a sostegno degli obiettori di coscienza.

Our House chiede il nostro sostegno, che come Movimento Nonviolento stiamo già dando con la Campagna di Obiezione alla guerra https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/

Siamo invitati ad inviare lettere di sostegno a favore di Vitali e della sua posizione di coscienza.

Vi invitiamo a inviare una lettera di sostegno al Dipartimento della migrazione lituano all’indirizzo info@migracija.gov.lt  con CC al Centro internazionale per le iniziative civili “Our House” all’indirizzo info@nash-dom.info

Il nostro supporto sarà molto apprezzato.

Info e aggiornamenti su https://news.house

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Mao Valpiana - Verona

L’egofascismo – riletture –

L’errore è di considerare il nazifascismo
come un accidente della Storia, un’isola,
una parentesi chiusa

e non un portato di “qualcosa” che
da sempre alligna nella mente umana,
impregna il nostro vivere quotidiano

e che quando trova le condizioni si acuisce
torna ad affacciarsi nella Storia, con tutto
il suo carico distruttivo.

Questo qualcosa è il blocco psichico
che domina l’essere umano, la percezione
di un sé separato che determina
una percezione di divisione tra sé e il mondo.

Con il sé che si mette al centro e tutto il resto
in periferia, a un piano di valore inferiore
e subordinato al proprio tornaconto.

Tale percezione genera per un verso il desiderio di possedere
ciò che è già intimamente nostro, ma percepiamo
separato da noi, e ha così fascino se
sentiamo che ci dà piacere,
vita, potenza

(anche morte, nella disperata ricerca di riottenere
“questo intimamente nostro”, ma che non sappiamo
contattare, vivere, ritrovare.)

e dall’altro di annichilire la minaccia che questa realtà, percepita
come separata da noi, ma che ha una così grande
influenza su di noi, continuamente ci dà

per il solo fatto di essere vista come “altro”, vita “altra”
che potrebbe sommergere la nostra.

Non a caso la grande quota d’indifferenza
copre tutti gli aspetti della realtà che non ci danno
piacere-potenza o senso di minaccia.

Ne consegue una brama di possesso
che è nel contempo una necessità di controllo
della minaccia, per tacitare l’intima angoscia.

Questo universo di azioni e reazioni fobiche
che si rinforzano l’un l’altra raggiunge punti
di crisi e di esplosività di cui sono poi
piene le pagine dei libri di Storia.

È evidente allora che non esistono soluzioni stabili
a valle di questo blocco psichico, essendo
proprio tale blocco psichico il problema.

Non si spegne un incendio con la benzina
e con l’azione dell’incendiario.

Serve, quindi, la prima autoconsapevolezza
della presenza di questo blocco
e di esserne l’espressione
in ogni gesto, in ogni

pensiero e sensazione.

Serve, poi, lavorare su tale blocco, superare
la percezione separata delle cose,

la percezione separata di un sé, la percezione
individuale e arroccata dell’esistenza.

Necessariamente partendo da sé e offrendo
a tutti la possibilità.

Ma più che raggiungere qualcosa

il risveglio è vivere la nostra Realtà
eternamente manifesta
qui e ora.

Lo slancio d’amore è un suo precursore
L’amore ritrovato ne è la sua espressione.

Naturale è che lungo questo percorso
ogni atto contro l’umanità

non può attendere il superamento
del blocco psichico, per essere affrontato.

Il voto responsabile, l’attività sociale e politica
il volontariato, l’azione contro le disuguaglianze,
le violenze e le ingiustizie saranno allora

l’aspetto visibile, l’anima sociale, il riflesso
esterno del lavoro su di sé

che nel nostro caso si chiama zazen,

ma che ognuno può fare con gli “strumenti”
o con le “vie”, laici o religiosi, che gli
sono propri.

Trovo impossibile, in particolare,
che un movimento politico di reale cambiamento
non si occupi pubblicamente

e non solo nel recinto del privato,

come parte integrante della propria azione,
di quell’azione così concreta

che è il lavoro su di sé,
caposaldo e scaturigine di ogni azione
sociale e politica.