Uscendo dal ritiro Zen di Novembre

Dove può trovare l’acqua
il pesciolino che sta nuotando?

C’è da qualche parte una Realtà
che è più reale della Realtà
che qui si esprime e certo ora?

Arrendetevi all’evidenza
mollate la presa e lasciate 
andare:

Lasciamo che le braccia
siano prive di tensione

che le spalle cadano
naturalmente

che la schiena sia dritta
senza sforzi muscolari.

Lasciamo che il respiro
entri ed esca da sé.

Con gli occhi aperti  
nel campo della coscienza

con la coscienza che avverte
ogni forma che si manifesta

in un fuori che è sempre
un dentro

e in un dentro che non è
mai un fuori.

Questa sera è la camera
in penombra

e alla finestra, sui tetti in guerra
è il primo dorso di luna nuova.

*

Possa questa pratica essere
di beneficio a tutti gli esseri.

Possano tutti gli esseri 
riconoscere la loro comune natura 
e abbandonare l’orrido macell
o.

Non sono animali

Non sono animali
i terroristi di Hamas

ma proprio uomini che fanno
ciò che nella Storia si ripete.

Nessun animale arriverebbe
a praticare tanto ludibrio
e tanto orrore.

Ma non sono animali
nemmeno i civili palestinesi

e nessun animale meriterebbe
la loro sofferenza.

Far nascere orrore da orrore
è proprio degli uomini

dominati da sé stessi
e dalle loro interne cecità.

*

Nessuno può giustificare i propri crimini
con i crimini che gli altri ci hanno fatto.

I nostri crimini rimangono crimini 
e rimangono nostri.

E i crimini degli altri rimangono loro
e rimangono crimini.

Crimini nostri e crimini altrui uniti
nella strage degli innocenti.

Uscendo dal ritiro Zen di Settembre

Se l’io è contento della pratica
vuol dire che la pratica non è 
ancora cominciata.

Se invece è scontento, 
vuol dire che la pratica 
non è ancora finita.

“E se non è né contento né scontento?”

– Allora vuol dire 
che stai ancora dormendo.

“Ma quando, quindi, la pratica va bene?”

La pratica va sempre bene, 
sei tu che ti fai problemi.

Gassho
a tutti gli esseri

CALENDARIO PRATICA ZEN 2024-2025

Tutto è impermanente nel “mondo fluttuante”, e noi non siamo un’eccezione. La nostra età ne porta i segni e i relativi acciacchi. Tuttavia, e finché è nelle nostre possibilità, siamo qui a proporre un nuovo anno di pratica, che è come un fiume incessante che attraversa anche l’impermanenza e ci consente di essere ovunque nell’universo, senza mai allontanarci da casa.

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2024-2025

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dal 09 settembre 2024 al 30 giugno 2025. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 23 Dicembre (Ponte S.Natale)
  • 30 Dicembre (Ponte Capodanno)
  • 06 Gennaio (Epifania)
  • 21 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 28 Aprile (Ponte 1 Maggio)
  • 02 Giugno (Festa della Repubblica)

Orario: dalle ore 20.15 alle ore 21.15

Sede (salvo emergenze sanitarie): ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 Presentarsi puntuali alla pratica.

2 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

3 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

4 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

5 – Pagare puntualmente, ad inizio mese, il contributo spese mensile per l’affitto della sala e la tessera ARCI ad inizio anno.

6 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

7 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2024-2025

  • 28-29 Settembre
  • 26-27 Ottobre
  • 23-24 Novembre
  • 31 Dicembre 2024 – 1 Gennaio 2021
  • 22-23 Febbraio
  • 29-30 Marzo
  • 24-25 Maggio
  • 28-29 Giugno

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle giornate di pratica solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi, le giornate di pratica si terranno al Centro di Via Scuole, 34 Brescia. In tal caso, tutti saranno informati con apposito comunicato.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Gassho a tutti gli esseri

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 6

È tipico dell’io, che sente in sé
la propria innata fragilità, cercare
di afferrarsi a qualcosa di solido.

Ma non c’è niente di solido
al quale afferrarsi, tutto è
impermanente.

Ed è proprio il non afferrarsi
a qualcosa di solido,

“sopra la testa non un tetto
sotto i piedi non un palmo di terra”

a essere il solido, l’Immobile
che è il movimento stesso.

Ed è ancora tipico dell’io
plasmare il divino a propria
immagine e desiderio:

un affrescato signore con la barba bianca
una bellezza composta e radiosa

e poi ergersene a paladini,
autoproclamarsi suoi autentici interpreti:

“Dio è con noi!”
(mai con gli “altri”)

Salvo magari iniziare a perdere la fede,
irritarsi e piagnucolare

perché siffatta divinità resta assente,
ai nostri dolori sorda e muta.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 5

La Vita è in sé la pienezza
del respiro e dell’essere.

Ogni volta che ci sediamo in zazen
sediamo nella pienezza della Realtà

così com’è e come si manifesta
proprio qui e proprio ora.

Semplicemente presenti,
senza nemmeno l’azione di essere
presenti.

E nulla possiamo fare, aggiungere
o togliere, che non sia già incluso
e dalla Realtà non scaturisca.

Quando poi ci alziamo, ugualmente
siamo nella pienezza della Realtà,

secondo le forme
con le quali si presenta:

“Quando abbiamo fame mangiamo,
quando abbiamo sonno dormiamo…”

E quando incontriamo la sofferenza,
nostra e altrimenti nostra, cioè
quella altrui,

lavoriamo a risolverla e a risolvere
le sue cause, oppure a vivere ciò
che non può essere risolto

grazie al discernimento, secondo l’antico
detto, di ciò che può essere risolto
da ciò che risolvere non si può.

Riceviamo e diffondiamo

*

Hiroshima 6 agosto 1945 – Nagasaki 9 agosto 1945

A chi nell’ombra della sera medita

A chi medita nel cuore della notte
e nella luce del giorno

A chi ogni giorno si alza a sorreggere la terra
e lavora alla sua umanità:

causa sorgente della Rivoluzione

A chi nel flusso naturale della vita e della morte
respira l’ineffabile Realtà che lo respira

Ode.

Associazione Zen “La Lovera”

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 4

Il caso

In sogno, la maestra di meditazione chiese:

“Cosa hai intenzione di fare? 

Perché tu indossi il nostro abito tutto il giorno!”

“Non è il vostro abito – rispose il bodhisattva –

è l’abito dell’Universo”.

Commento:

Ogni segno di appartenenza è un segno di separazione.
Ogni segno identitario genera esclusione.

L’unico segno identitario che non fa male
è la porta senza porta dell’universale.

Infatti l’unico, vero segno identitario per un’onda
che già si classifica corta, lunga, cava o ribollente,
è l’esperienza di essere oceano;

ovvero quella di realizzare la nostra natura
e qui trovare il cuore di tutti.

Il resto sono appartenenze
subordinate a quella universale,

segni identitari che s’attaccano 
all’io che li cerca e scavano
dolorose trincee.