CALENDARIO PRATICA ZEN 2025-2026

“Tutto è impermanente nel “mondo fluttuante”, e noi non siamo un’eccezione. La nostra età ne porta i segni e i relativi acciacchi. Tuttavia, e finché è nelle nostre possibilità, siamo qui a proporre un nuovo anno di pratica, che è come un fiume incessante che attraversa anche l’impermanenza e ci consente di essere ovunque nell’universo, senza mai allontanarci da casa”.

Se scrivevamo questo l’anno scorso, a maggior ragione quest’anno.

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2025-2026

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dall’ 8 settembre 2025 al 29 giugno 2026. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 8 Dicembre (Festivo)
  • 29 Dicembre (sostituito dal ritiro di Capodanno)
  • 05 Gennaio 2026 (Ponte Epifania)
  • 06 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 01 Giugno (Ponte Festa della Repubblica)

Orario: dalle ore 20 alle ore 21

Sede: ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 Presentarsi puntuali alla pratica, cioè almeno cinque minuti prima.

2 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

3 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

4 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

5 – Pagare puntualmente, ad inizio mese oppure in un’unica soluzione, il contributo spese mensile per l’affitto della sala e la tessera ARCI ad inizio anno. La quota è rimasta la stessa dell’anno scorso.

6 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

7 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2025-2026

  • 27-28 Settembre
  • 25-26 Ottobre
  • 22-23 Novembre
  • 31 Dicembre 2025 – 1 Gennaio 2026
  • 21-22 Febbraio
  • 28-29 Marzo
  • 18-19 Aprile
  • 23-24 Maggio
  • 20-21 Giugno

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle giornate di pratica solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi, le giornate di pratica si terranno al Centro di Via Scuole, 34 Brescia. In tal caso, tutti saranno informati con apposito comunicato.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Gassho a tutti gli esseri

6-8 Agosto 1945

Disertate la guerra, uomini e donne

Disertate la guerra uomini e donne,
ma non la lotta, perché la scelta
non è fra armi e resa.

Se ti affidi alle armi 
basta che le tue armi perdano
per essere sconfitto.

Affidati alla libertà,
al senso di giustizia, alla pace

e la tua lotta sarà
in ogni istante una vittoria.

Uscendo dal ritiro Zen di Giugno

La Realtà è come il mare:

si esprime sempre e in ogni istante,
anche con le forme mutevoli dell’onda.

Purtroppo poi l’onda si identifica
solo con le proprie mutevoli forme
e più non realizza d’essere mare.

Realizzare d’essere mare
è realizzare la propria natura.

Realizzare la propria natura
è realizzare la natura di tutti gli esseri
e di tutte le forme.

Realizzare la natura di tutti gli esseri
e di tutte le forme

è la radice profonda di quell’empatia
e di quel “tutto ci riguarda”

che dovremmo rendere nel quotidiano
e con l’impegno nel sociale.

Uscendo dal ritiro Zen di Maggio

 

La vita supera ogni definizione.
E vano è pretendere d’imbrigliarla
con una rete di parole.

Ciò che si ottiene è di imprigionarsi
nella rete stessa

perché vano è cercare di uscirne aggiungendo
maglie alla rete, di definizioni e parole.

L’unica possibilità di sciogliere
gl’impossibili tentativi della mente
di uscire dal circolo vizioso delle affermazioni
con un’ennesima formulazione verbale

è un’esperienza di risveglio, dove
soggetto che cerca e oggetto cercato
persona e vita, altro non sono
che un’unica realtà,

la stessa Realtà, sia dell’indefinito
che del differenziato.

E ho detto esperienza, non indicazione
come queste parole, che sono suono
e rete, non sapore.

Non sono animali

Non sono animali
i terroristi di Hamas

ma proprio uomini che fanno
ciò che nella Storia si ripete.

Nessun animale arriverebbe
a praticare tanto ludibrio
e tanto orrore.

Ma non sono animali
nemmeno i civili palestinesi

e nessun animale meriterebbe
la loro sofferenza.

Far nascere orrore da orrore
è proprio degli uomini

dominati da sé stessi
e dalle loro interne cecità.

E Nessuno può giustificare

Nessuno può giustificare i propri crimini
con i crimini che gli altri ci hanno fatto.

I nostri crimini rimangono crimini 
e rimangono nostri.

E i crimini degli altri rimangono loro
e rimangono crimini.

Crimini nostri e crimini altrui uniti
nella strage degli innocenti.

Buon viaggio, Papa Francesco

In fondo, tutto ciò che l’io desidera
è l’eternità che non può avere.

Così si accontenta di sfuggire
il più possibile alla morte

con un delirio 
vano di affermazione,

mitigato appena, se gli riesce  
da qualcuno che gli sorrida 
e al quale sorridere.

Poveri noi, prigionieri di noi stessi.

Ogni essere umano
è la piccola identità
che vede nello specchio

ed è la Grande identità dell’Universo.

La piccola è sogno, (un incubo, sovente).
La Grande è risveglio.

Tuttavia anche la piccola identità
è risveglio, 

quando vive nella Grande
e Ineffabile Presenza.

Uscendo dal ritiro Zen di Marzo

È inutile che un’onda marina cerchi 
da qualche parte il mare.

È già il mare.

Le manca solo l’esperienza
e la consapevolezza di esserlo.

Con le proprie fluttuazioni di onda, 
le proprie mutevolezze di onda, 
la forza e le fragilità di onda

la sua Natura è il mare.

Tale è la meditazione:
realizzare la nostra Natura

e a beneficio di tutti gli esseri.

Uscendo dal ritiro Zen di Dicembre-Gennaio

Non potete dire 
che tutti i cigni sono bianchi
finché non li avrete visti tutti.

Potete invece dire 
che non tutti i cigni sono bianchi
se ne vedete anche uno solo
di altro colore.

Ma dato che nessuno
può essere sicuro di averli visti tutti, e nessuno
può dire se un giorno o l’altro
ne incontrerà uno nero

nessuno può affermare con certezza
né che sono tutti bianchi
né che non lo sono.

Le nostre categorie, così 
come la scienza, sono il regno
delle certezze provvisorie

e non è il caso di attaccarvisi
troppo, visto che la realtà 
le supera costantemente.

Le trincee scavate dai segni identitari
insegnano che chiudersi in categorie
e definizioni è assai rassicurante
ma è chiudersi alla vita.

Perciò qualcuno ha detto:

Usare i nostri schemi per sperimentare
la realtà è delusione

Sperimentare la realtà per conoscere
noi stessi è illuminazione.