Estate 2023 – Il filo d’Arianna 6

È tipico dell’io, che sente in sé
la propria innata fragilità, cercare
di afferrarsi a qualcosa di solido.

Ma non c’è niente di solido
al quale afferrarsi, tutto è
impermanente.

Ed è proprio il non afferrarsi
a qualcosa di solido,

“sopra la testa non un tetto
sotto i piedi non un palmo di terra”

a essere il solido, l’Immobile
che è il movimento stesso.

Ed è ancora tipico dell’io
plasmare il divino a propria
immagine e desiderio:

un affrescato signore con la barba bianca
una bellezza composta e radiosa

e poi ergersene a paladini,
autoproclamarsi suoi autentici interpreti:

“Dio è con noi!”
(mai con gli “altri”)

Salvo magari iniziare a perdere la fede,
irritarsi e piagnucolare

perché siffatta divinità resta assente,
ai nostri dolori sorda e muta.