La Vita è in sé la pienezza
del respiro e dell’essere.
Ogni volta che ci sediamo in zazen
sediamo nella pienezza della Realtà
così com’è e come si manifesta
proprio qui e proprio ora.
Semplicemente presenti,
senza nemmeno l’azione di essere
presenti.
E nulla possiamo fare, aggiungere
o togliere, che non sia già incluso
e dalla Realtà non scaturisca.
Quando poi ci alziamo, ugualmente
siamo nella pienezza della Realtà,
secondo le forme
con le quali si presenta:
“Quando abbiamo fame mangiamo,
quando abbiamo sonno dormiamo…”
E quando incontriamo la sofferenza,
nostra e altrimenti nostra, cioè
quella altrui,
lavoriamo a risolverla e a risolvere
le sue cause, oppure a vivere ciò
che non può essere risolto
grazie al discernimento, secondo l’antico
detto, di ciò che può essere risolto
da ciò che risolvere non si può.