Estate 2023 – Il filo d’Arianna 4

Il caso

In sogno, la maestra di meditazione chiese:

“Cosa hai intenzione di fare? 

Perché tu indossi il nostro abito tutto il giorno!”

“Non è il vostro abito – rispose il bodhisattva –

è l’abito dell’Universo”.

Commento:

Ogni segno di appartenenza è un segno di separazione.
Ogni segno identitario genera esclusione.

L’unico segno identitario che non fa male
è la porta senza porta dell’universale.

Infatti l’unico, vero segno identitario per un’onda
che già si classifica corta, lunga, cava o ribollente,
è l’esperienza di essere oceano;

ovvero quella di realizzare la nostra natura
e qui trovare il cuore di tutti.

Il resto sono appartenenze
subordinate a quella universale,

segni identitari che s’attaccano 
all’io che li cerca e scavano
dolorose trincee.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 2

Il problema non è sapere che tipo di coscienza sia
quella dell’intelligenza artificiale, basta
staccare la spina per saperlo.

Il problema è capire che tipo di coscienza
sia la nostra, e non basta, non puoi
staccare il respiro per saperlo.

*
L’io si dà da fare a cercare soluzioni di qui e di là,
celebra convegni, studi e riflessioni, elabora
parole, discorsi e affabulazioni,

ma mai che gli venga in mente
d’essere lui il primo problema.

Estate 2023 – Il filo d’Arianna 1

La definizione è una stanza chiusa
e nella sua pretesa di catturare l’oggetto
è anche una stanza vuota.

La teorizzazione è un castello
di stanze chiuse e vuote.

L’indicazione, se valida, è un segnavia
e ha un semplice valore d’esperienza e d’uso.

A poco serve, quindi, attardarsi a disquisire
se volete volgervi verso la luna.

Riceviamo, sosteniamo e diffondiamo

SOSTEGNO INTERNAZIONALE URGENTE !
OBIEZIONE DI COSCIENZA ANCHE IN BIELORUSSIA

Con la Campagna di Obiezione alla guerra, sosteniamo concretamente gli obiettori di coscienza in Russia, Bielorussia e Ucraina.
Una nuova mobilitazione per il primo caso di obiettore di coscienza politico che rifiuta la mobilitazione della Bielorussia.

Vedi qui, sul sito del Movimento Nonviolento, la notizia completa:
https://www.azionenonviolenta.it/sostegno-internazionale-urgente-obiezione-di-coscienza-anche-in-bielorussia/

ciao,
mao valpiana

Dopo l’Ucraina e la Russia, anche la Bielorussia registra i primi casi di obiettori di coscienza politici che rifiutano di partecipare alla mobilitazione militare per la guerra in corso.

Dvarashyn Vitali è un obiettore, sostenuto dai movimenti nonviolenti che sta affrontando la prospettiva di scontare una lunga pena detentiva in Bielorussia.

Vitali, classe 1969, nel 1990 era entrato nell’esercito. Tuttavia, dopo aver maturato una coscienza antimilitarista, ha preso la decisione di rifiutarsi di imbracciare le armi e si è dimesso volontariamente dal servizio, lasciando l’esercito il 15 luglio 1998. Da allora, ha cercato di condotto una vita pacifica ed ha evitato qualsiasi coinvolgimento con il mondo militare.

Nel 2020 Vitali ha anche partecipato alle proteste bielorusse contro le elezioni falsificate dal regime di Lukashenko. Vitali, insieme ad altri del movimento democratico, ha bloccato le strade di Vitebsk per impedire il passaggio dei furgoni della polizia che arrestavano manifestanti detenuti disarmati.

Quando iniziò la guerra in Ucraina, Vitali temeva che, in quanto ex militare, sarebbe stato mobilitato con la forza nell’esercito bielorusso e mandato a combattere in Ucraina. Si è rifugiato in Lituania l’8 marzo 2022 e da allora non è più tornato in Bielorussia, per paura di essere arruolato con la forza. Pochi giorni dopo la partenza di Vitali per la Lituania, gli agenti di polizia sono arrivati ​​al suo indirizzo registrato nella città di Vitebsk con un mandato di perquisizione e arresto. Come spiegato alla madre di Vitali dagli agenti di polizia, ciò era dovuto a un procedimento penale avviato contro Vitali nella città di Baranovichi per aver definito le forze dell’ordine bielorusse “assassini e carnefici” su Facebook.

Il 15 giugno 2023, l’associazione pacifista bielorussa Our House ha preparato e presentato tutti i documenti necessari affinché Vitali possa richiedere lo status di rifugiato politico in Lituania.

Il 19 giugno 2023 l’Ufficio migrazione lituano ha rinchiuso Vitali a forza in un campo profughi a 100 chilometri da Vilnius, che è essenzialmente una struttura simile a una prigione; lo stanno sottoponendo a maltrattamenti basati unicamente sulla sua passata esperienza militare. Ci sono le sbarre alle finestre, gli hanno fornito del cibo ma è costretto a mangiare senza cucchiaio e forchetta, perché messo in isolamento.

Permane il rischio della sua espulsione dalla Lituania e deportazione in Bielorussia per la sua partecipazione ad azioni a sostegno degli obiettori di coscienza.

Our House chiede il nostro sostegno, che come Movimento Nonviolento stiamo già dando con la Campagna di Obiezione alla guerra https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra/

Siamo invitati ad inviare lettere di sostegno a favore di Vitali e della sua posizione di coscienza.

Vi invitiamo a inviare una lettera di sostegno al Dipartimento della migrazione lituano all’indirizzo info@migracija.gov.lt  con CC al Centro internazionale per le iniziative civili “Our House” all’indirizzo info@nash-dom.info

Il nostro supporto sarà molto apprezzato.

Info e aggiornamenti su https://news.house

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Mao Valpiana - Verona